Si è svolta lo scorso 25 aprile, a Caposele, presso l’Aula Polifunzionale di Piazza XXIII Novembre, l’assemblea pubblica dal titolo “Questione acqua: gestione torbida”, promossa dall’associazione politico-culturale Orizzonte Comune. L’iniziativa, annunciata nei giorni precedenti come momento di approfondimento su una delle questioni più rilevanti per la comunità locale, ha registrato una partecipazione significativa e trasversale.
All’incontro hanno preso parte rappresentanti delle forze politiche del territorio, associazioni e numerosi cittadini, a conferma dell’attenzione crescente che da mesi accompagna il dibattito sulla gestione delle risorse idriche. Il confronto si è sviluppato attorno alle criticità emerse recentemente, in particolare sulle tensioni istituzionali legate alla mancata iscrizione in bilancio delle fatture di Acquedotto Pugliese e al contenzioso amministrativo, sfociato in un ricorso al Tar, in relazione al “riserbo” posto dal sindaco sull’intera vicenda.
Il punto centrale del dibattito è stato il tema della trasparenza nei rapporti tra gli enti coinvolti — Regione Campania, Acquedotto Pugliese e Comune di Caposele — su cui si è concentrata una parte rilevante degli interventi. L’assemblea si è configurata come un momento di confronto aperto, nel quale sono state evidenziate preoccupazioni diffuse non solo sotto il profilo ambientale, ma soprattutto per le possibili ricadute economico-finanziarie per l’ente e per la collettività.
A margine dell’incontro, il capogruppo di minoranza, Giuseppe Caruso, ha dichiarato: “Quella dell’acqua non è solo una questione amministrativa, ma un tema che riguarda il futuro stesso della nostra comunità. Quanto accaduto negli ultimi mesi è grave, siamo di fronte a scelte assunte senza il necessario confronto istituzionale e, soprattutto, senza un’adeguata informazione alla cittadinanza e ai consiglieri di minoranza”.
“Il riserbo mantenuto dal sindaco su una vicenda così delicata solleva un problema politico prima ancora che amministrativo. La trasparenza non è un’opzione, ma un dovere. Non è accettabile che decisioni con potenziali conseguenze rilevanti sul bilancio comunale e sugli equilibri finanziari dell’ente vengano gestite in modo opaco.
Occorre ristabilire un metodo fondato sulla chiarezza, sul rispetto delle regole e sulla condivisione delle scelte. E’ su questo terreno che intendiamo costruire una proposta politica alternativa, capace di garantire responsabilità, competenza e tutela degli interessi della comunità”.


