“Un’operazione culturale intelligente”. Così il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha commentato l’iniziativa del convegno “Gli irpini nella Costituente: 80 anni dopo”, promosso da Irpini per l’Irpinia presso il Carcere Borbonico di Avellino. Il capo del Viminale ha sottolineato l’importanza di riflettere sul lavoro dei padri costituenti irpini: “Si tratta di personalità provenienti da culture politiche diverse – ha spiegato – che hanno saputo offrire un contributo determinante alla costruzione della nostra democrazia”. Secondo il ministro, il messaggio trasmesso dalla Costituzione continua ancora oggi a rappresentare un riferimento fondamentale per le nuove generazioni. Piantedosi ha inoltre evidenziato il ruolo storico dell’Irpinia come “grande laboratorio di politica e cultura” in una fase cruciale della vita del Paese.
A margine dell’iniziativa, il ministro è intervenuto anche sulla situazione politica cittadina e sul mancato accordo del centrodestra in vista delle amministrative. “Mi pare di sapere che i partiti del centrodestra non si siano presentati insieme – ha osservato – e quindi qualsiasi scenario eventuale al ballottaggio nasce da una scelta già compiuta”. Un riferimento alle divisioni interne alla coalizione, che ad Avellino si è presentata senza una candidatura unitaria.
Rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla dichiarazione del segretario regionale Gianpiero Zinzi, che aveva ipotizzato una possibile convergenza al secondo turno, Piantedosi ha osservato: “Se lo dice Zinzi, evidentemente partecipa più direttamente delle dinamiche politico-partitiche del territorio. Vedremo cosa accadrà”.
Alla domanda su chi voterebbe se fosse cittadino di Avellino, il titolare del Viminale ha risposto con una battuta: “Voterei per quello che risulterà vincitore”. Piantedosi ha precisato che qualunque sarà il sindaco scelto dagli avellinesi, potrà contare “sulla piena collaborazione del Governo e del ministro dell’Interno”.
Infine, sulle cosiddette “liste farlocche” o “liste fantasma”, questione già affrontata dal ministro nei mesi scorsi, Piantedosi ha ribadito la necessità di intervenire sul piano normativo per contrastare fenomeni distorsivi nella presentazione delle liste elettorali, ma ha ammesso le difficoltà tecniche e parlamentari nel portare avanti una riforma. “È un obiettivo su cui bisognerà lavorare – ha spiegato – perché inserire queste norme nei provvedimenti che sono già all’esame del Parlamento richiede tempo e complessità”. Il ministro ha comunque assicurato che il tema resterà nell’agenda del Governo.



