Napoli – È stato un incontro, atteso da tempo, in cui le tute blu di valle Ufita e i sindacati hanno fatto sentire ancora una volta le proprie ragioni sul momento che sta attraversando la Menarini. Il sit in che c’è stato, questa mattina, al Centro Direzionale del capoluogo campano, in concomitanza con la seduta della consiglio regionale, per Giuseppe Zaolino, segretario provinciale della Fismic, ” è servito a chiarire alcuni aspetti di fondo”. Infatti, una delegazione è stata ricevuta dagli assessori regionali all’Industria, Fulvio Bonavitacola, e da quello al Lavoro, Angelica Saggese. Un confronto, quello di qussta mattina, che nasceva da una esigenza precisa. Dice, infatti, Zaolino: “Quella di mettere anche la Regione Campania al fianco dei lavoratori della Menarini di valle Ufita, in questa vertenza. Perché la nostra è una giusta preoccupazione”. Le commesse che latitano, la cassa integrazione proprogata per altre tredici settimane, e non si sa quale fabbrica riaprirà alla fine delle ferie estive. Ma, appunto, una più solida vicinanza da parte di palazzo Santa Lucia. “Sia Saggese che Bonavitacola – continua il segretario provinciale della Fismic – hanno espressamente dichiarato che faranno una nota congiunta, con la Regione Emilia-Romagna ( perché a Bologna c’è l’altro sito della Menarini), per chiedere al ministro Urso la convocazione urgente di una riunione per verificare l’attuazione del piano industriale”. Altrimenti ne va della credibilità della Seri Industrial. Un’altra richiesta, altrettanto importante, è stata quella di una convocazione “con la presenza di Civitillo – aggiunge Zaolino -“. Per il sindacalista, il sit-in di stamattina, “ha sortito l’effetto desiderato”. Sempre che, la Regione Campania manterrà stavolta gli impegni presi.
Sotto il sole, intanto, c’erano cinquanta tute blu di valle Ufita. Ed è, questo, “il fatto da valorizzare. Questi operai – dice Giuseppe Morsa, segretario provinciale della Fiom – hanno chiesto, alla Regione, un impegno politico rispetto ad una vertenza ormai diventata piuttosto dura. E lunga”. Per Morsa sottolinea “la determinazione ad andare avanti e proseguire, consapevoli che Menarini è una azienda con enormi potenzialità di produzione e garanzie occupazionali, di crescita e sviluppo per tutto il territorio”. Agli assessori regionali è stata rappresentata “la situazione nuda e cruda, determinata dal fatto che l’azienda è in condizioni di produrre autobus e tuttavia sono limitati”. Sono solo quelli urbani, infatti, quelli che escono da valle Ufita. E non mancano i paradossi, come fa capire Morsa. “Nonostante sia un periodo di transizione interna, i soldi e le risorse da investire per sostituire gli autobus obsoleti ci sono. Ma qussto non avviene, perché le municipalizzate sono in ritardo nel bandire le gare. Abbiamo sollevato anche questo problema”. Quindi “le ripercussioni maggiori – prosegue – sono nei salari dei lavoratori, che vivono nell’incertezza, e sul territorio che subisce l’ennesima crisi”. All’incontro era presente il sindaco di Grottaminarda, Marcantonio Spera, che ha sostenuto le tesi di sindacati e tute blu e si è fatto carico di organizzare un consiglio comunale monotematico, nella sua cittadina. “Questo deve essere il modus operandi da seguire – afferma ancora Giuseppe Morsa -perché riparta la Menarini. Altre soluzioni non ce ne sono”. Mentre “è rimasto appeso” un altro tema altrettanto importante: quello di una eventuale partrnership industriale che affianchi la Seri Industrial di Civitillo. Pensiamo ad uno dei primi tre colossi industriali dagli occhi a mandorla, proveniente dalla Cina. Se ne è parlato tanto, ma per adesso è un discorso sempre rimandato. “Altre aziende che possano garantire iniezioni di liquidità, favorire nuovi investimenti e tecnologie e nuove produzioni che non siano solo quelli di adesso. E che si rivolgono non solo al pubblico ma anche al privato”. Morsa ha rimarcato ancora la “disattenzione, quasi incomprensibile, di istituzioni e politica su una vertenza e, sopratutto, su una fabbrica che può garantire salario, occupazione, sviluppo per tutti il territorio”.
Quindi Gaetano Altieri, segretario provinciale della Uilm, ha ribadito la necessità che, la regione Campania, “cammini affianco, durante questo percorso da affrontare, alle tute blu in questa vertenza molto delicata”. Ha, inoltre, sottolineato insieme alle altre sigle sindacali “l’importanza che riveste lo stabilimento di Flumeri non solo per l’Irpinia ma per tutta la regione”. Queste ripetute sollecitazioni “sono state recepite da Bonavitacola e Saggese.Tanto che produrranno, molto presto, una richiesta di incontro al Mimit. Da tenersi insieme alla regione Emilia-Romagna, per provare a sederci ad un tavolo e cercare di risolvere questa crisi”. Il tutto dovrebbe accadere prima della pausa estiva di agosto. “Perché – chiarisce Altieri – dovremo chiarire diversi aspetti. È necessario, quindi, un tavolo di confronto con lo stesso Civitillo, in cui il ministro Urso dovrà tracciare un percorso che eviti, in futuro, di farci trovare nella medesima situazione di difficoltà”. Il segretario provinciale della Uilm, ma evidentemente anche gli altri sindacati, si dicono “fiduciosi che, dopo l’incontro di oggi, la regione Campania possa dimostrarsi più incisiva rispetto a quanto fatto fino ad adesso”


