La Procura di Avellino ha affidato, stamattina, all’ingegner Antonio Ciarleglio, specialista in ingegneria giudiziaria e forense, l’incarico di ricostruire la dinamica dell’incidente in cui è morto Cristian Roman, travolto da una Jeep, lungo via Circuito, la strada provinciale che sale verso i tornanti del Vallo di Lauro, mentre il padre lo precedeva in auto.ILe difese hanno nominato l’ingegner Fabio Monfreda e il professor Alfonso Montella per l’indagato Vincenzo Guida; per Romano padre del piccolo, è stato incaricato l’ingegner Alessandro Lima. Tra 75 giorni il deposito della relazione tecnica sugli aspetti cinematici.
Sonno due le informazioni di garanzia firmate dal pm della Procura di Avellino Marco Auciello per il tragico incidente costato la vita a Christian Romano, il bimbo di dieci anni travolto da una Jeep lungo Via Circuito e sbalzato per dieci metri in una cunetta, deceduto dopo poco per i traumi riportati.
L’imputazione provvisoriamente contestata dalla Procura di Avellino nei confronti del ventottenne di Maddaloni e’ quella di omicidio stradale. Secondo le prime indagini, infatti, avrebbe percorso a velocita’ elevata velocità la Ss403 lungo via Circuito, in direzione Lauro e in prossimità della curva avrebbe perso il controllo del veicolo e invaso la corsia opposta scontrandosi con il minicross condotto dal piccolo Christian Romano, che viaggiava in direzione Moschiano, violando una serie di norme sulla disciplina della circolazione stradale, a partire dalla velocità di marcia superiore al limite di velocità e, nonadeguata rispetto alle condizioni della strada. Una condotta che avrebbe causatola morte del bimbo di dieci anni che è stato sbalzato oltre il guardrail, finendo su un avvallamento a circa 10 metri dal punto dello scontro.
Al papa’ del bimbo deceduto nell’incidente viene contestata una responsabilità omissiva che non avrebbe impedito che si realizzasse il reato di omicidio stradale.Secondo l’imputazione provvisoria della Procura, l’uomo, nella qualità di genitore del piccolo Christian aveva l’obbligo giuridico di proteggere la sua incolumità. Avrebbe concorso nel reato, consentendo al bimbo di mettersi alla guida di una minimoto non idonea a circolare su strada in quanto non omologata, ne’ immatricolata, priva di targa e di assicurazione. Non avrebbe impedito che il ventottenne alla guida della Jeep investisse la minimoto condotta dal figlio, deceduto a causa del violento impatto
Da stabilire la velocità dell’auto che precedeva la minimoto, la conformità del veicolo alle norme stradali, lo stato di omologazione del casco di Christian, la presenza o meno degli altri dispositivi di protezione prescritti — tuta, stivali, guanti — e se il bambino li indossasse al momento dell’impatto. I veicoli coinvolti sono stati sequestrati. I carabinieri stanno lavorando sui rilievi del primo intervento, sulle dichiarazioni dei testimoni e sui filmati delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.


