La partenza ufficiale degli eventi dell’estate avellinese apre le porte alla speranza di una rinascita culturale della città di Avellino: ne è convinto Antonio Sasso, speaker di Radio Notte Stereo nonché animatore del movimento civico ‘Avellino Futura’. Per Sasso la città ha grandi potenzialità sul fronte dell’offerta culturale, come hanno dimostrato gli eventi e gli appuntamenti organizzati recentemente dal Conservatorio Cimarosa o dalla Soprintendenza alle Belle Arti. Una possibilità di rinascita che però deve superare gli onnipresenti ostacoli degli interessi di parte e della conseguente indifferenza che si produce nei cittadini: “Non amo particolarmente guardare al passato – dice Sasso – né appartengo a coloro che pensano che ‘fra un passato idealizzato e il futuro minaccioso manca un protagonista centrale: il presente. Non piace a nessuno: ha annientato il vecchio e lo ha sostituito con il peggio’. Mentre condivido questo, mi rendo conto che sto raschiando il fondo alla spasmodica ricerca di qualcosa di confortante. Non sto qui a fare analisi sociologiche o a discutere dei massimi sistemi: provo ad affrontare la realtà con garbo. Sembra facile ma non penso sia così. Oggi bisogna sparare sempre più in alto e non avere timore di essere smentiti, tanto, c’è sempre qualcuno che la spara più grossa e un esercito di accoliti che approva con il fine più o meno recondito del riscontro personale. Il BENE COMUNE? – Carneade! Chi era costui? Abbiamo perso il senso delle parole e usiamo neologismi per confondere le idee. La stessa dialettica in uso oggi, è sempre più arrogante e a volte anche violenta con il subdolo intendimento di impedire un franco confronto. L’assenza della politica di questi ultimi anni ha determinato il fiorire di tutta una serie di Figure, Enti, Associazioni, che parevano sopite e fagocitate da chi voleva l’INDIFFERENZA dei cittadini”.
LA FESTA DELLA MUSICA 2026
“In primis ho il piacere di menzionare il Conservatorio Statale Cimarosa di Avellino e del suo impegno nei confronti della città. Una bella, fresca, originalissima presenza di tanti giovani, maestri e studenti, hanno riempito un vuoto culturale che rischiava di incancrenirsi. Il Conservatorio ha ospitato tante eccellenze e quando ha deciso di affrontare la città, quasi in punta di piedi, è stata ospitata nel Palazzo Caracciolo – sede dell’Amministrazione Provinciale e nel Palazzo di Governo – sede della Prefettura. Una domanda spontanea: Il Comune assente per carenza culturale o per strutture prive di agibilità? Finalmente la Dogana poteva acquisire il ruolo che le compete ma, dopo la livrea, nemmeno il papillon: era l’occasione buona! Peccato. I cittadini hanno risposto alla grande e quasi con frenesia hanno seguito gli eventi che si alternavano per tutti i quattro giorni che hanno ospitato la Festa della Musica 2026”.
RACCONTI DI ARCHEOLOGIA FINO ALL’11 SETTEMBRE
“Il secondo evento che ho trovato estremamente interessante è stato il ciclo di ‘Incontri al Museo – racconti di archeologia’ organizzato dalla Soprintendenza – Archeologia belle arti e paesaggio di Salerno e Avellino che si concluderà venerdì 11 settembre. Grande presenza di storici ed amanti della bellezza che questo territorio conserva. I lavori dell’Alta Velocità hanno portato alla luce siti che grazie allo sforzo della Soprintendenza, sono stati recuperati e ricomposti da archeologi, esperti e volontari. Ancora una volta ha fatto da splendida cornice il Carcere Borbonico che si è aperto alla Provincia ospitando l’Istituto ‘Di Prisco’ di Fontanarosa di indirizzo musicale con ‘la voce dei luoghi’. Fra i due eventi una annotazione importante è opportuna farla: i quattro Conservatori Campani, ne ha dato giusta visibilità la TG Campania e, ne ho avuto contezza anch’io allorquando ho assistito ai concerti con ospiti di varia provenienza dell’Italia del Sud. E’ un raro esempio di sinergia culturale e lo stesso vale per gli incontri museali con ospiti della Unisa – Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale – e Direttori dei Musei Nazionali della Campania”.
L’INCONTRO DELLA YOUNG CARITAS IN PIAZZA LIBERTA’
“Mi piace ricordare l’incontro organizzato da don Mario Cucciniello e dalla Young Caritas in Piazza Libertà. Con essa ‘si è voluta porre l’attenzione sul prendersi cura non solo di chi ci è affianco ma anche del luogo in cui viviamo, ossia la nostra città’. Bella partecipazione soprattutto di bambini. In chiusura voglio ricordare a me stesso la leggenda dell’Araba Fenice nell’accezione usata in psicologia ed è la metafora del superamento di un periodo buio e simboleggia la forza di rialzarsi dalle proprie ceneri e guardare ad un futuro migliore. Che sia una speranza sempre più condivisa! Chiudo con un brano di Pietro Folena: ‘è l’ora di una riflessione collettiva…capace di proporre nuovi valori di non violenza, di dialogo e di rispetto fondativi dell’agire comune’. Gli sforzi profusi in questi tre momenti dal Conservatorio Cimarosa, dalla Soprintendenza e dalla Caritas hanno dimostrato che ci si può riuscire a recuperare il tempo perduto”.




Complimenti vivissimi per il lucido ed esaustivo esame e concreta riflessione sulla Cultura di Avellino! Grazie