Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Avellino, Pasquale Cerrone, ha ammesso l’incidente probatorio richiesto dalla Procura per stabilire se il 34enne di Atripalda, indagato per violenza sessuale su una donna di 65 anni, fosse capace di intendere e di volere il 22 luglio scorso, giorno in cui si sarebbe svolto il fatto nell’ascensore del supermercato Sole 360, in via Ferriera. L’udienza per il conferimento dell’incarico al perito è fissata per il 12 novembre.
L’accertamento tecnico riguarda anche la capacità dell’indagato di stare in giudizio e l’eventuale pericolosità sociale. Come perito il giudice ha nominato Francesco Saverio Ruggiero. Al 34enne sono contestati due reati. il primo è la violenza sessuale. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 34enne sarebbe entrato in ascensore insieme a una donna. Durante il tragitto avrebbe cercato di abbassarle i pantaloni e, non riuscendovi, l’avrebbe palpeggiata con forza nelle parti intime, provocandole alcuni lividi. All’apertura delle porte dell’ascensore avrebbe tentato di allontanarsi, ma sarebbe stato immediatamente fermato e identificato dagli agenti della Polizia intervenuti sul posto. Il secondo riguarda la violazione dell’ordine del questore emesso il 2 giugno, notificato lo stesso giorno, che gli imponeva di lasciare il Comune di Avellino entro 30 minuti e di non farvi ritorno per tre anni. Il 22 luglio è stato trovato proprio in via Ferriera, davanti al supermercato.
La posizione dell’uomo era già stata oggetto di valutazioni in un diverso procedimento. Dieci giorni prima dell’episodio verificatosi al centro Vivendi, il suo difensore Assia Iannaccone aveva infatti chiesto l’applicazione di una misura di sicurezza nell’ambito di un’altra vicenda relativa a un reato della stessa natura, sollecitando un nuovo esame delle condizioni dell’assistito. La Procura aveva respinto l’istanza, ritenendo adeguato il trattamento farmacologico al quale il 34enne è sottoposto attraverso l’Asl competente. Dagli accertamenti svolti è emerso che proprio il giorno della presunta aggressione l’uomo aveva ricevuto la prevista somministrazione mensile della terapia.

