Sabato, 18 Luglio 2026
00.32 (Roma)

Ultimi articoli

Invocare la grazia per Mario Roggero: quando a prevalere è la legge della giungla

È stata scritta per garantire i diritti di tutti, proprio perché la civiltà si misura dal modo in cui uno Stato esercita la giustizia, non dal modo in cui alimenta l’odio

– di Pellegrino Palmieri* –

Essere rapinati è una delle esperienze più traumatiche che possano capitare, ma la vita di un essere umano vale infinitamente più di qualsiasi somma di denaro. È sacrosanto difendere la propria vita, quella dei propri familiari e la propria incolumità quando si è in pericolo. Ma quando il pericolo è cessato, quando chi ha commesso il reato sta fuggendo e non rappresenta più una minaccia, nessuno ha il diritto di trasformarsi in un boia. Questa è la differenza tra uno Stato di diritto e la barbarie. Difendersi è un diritto; inseguire una persona che fugge e ucciderla è un’esecuzione. Significa infliggere una pena di morte senza processo, senza un giudice e senza una sentenza. E uno Stato civile non può accettare una simile idea, perché nel momento in cui la accetta rinuncia ai principi sui quali è fondato. Per questo trovo profondamente irresponsabile l’atteggiamento della destra italiana nei confronti del signor Mario Roggero, condannato per aver ucciso due rapinatori mentre fuggivano, colpendoli alle spalle. Trasformare quella vicenda in una battaglia ideologica significa lanciare un messaggio pericolosissimo: che ciascuno possa farsi giustizia da sé. È la negazione stessa dello Stato di diritto. La giustizia non è vendetta. Se lo fosse, non avremmo bisogno di tribunali, giudici e avvocati. Basterebbero una pistola e la legge del più forte. Ma quella non è civiltà: è il Far West. La destra populista, negli ultimi anni, ha finito per proporre alle nuove generazioni un modello di riferimento profondamente sbagliato. Invece di trasmettere il valore della legalità, della solidarietà e del rispetto delle istituzioni, ha spesso alimentato una narrazione fondata sullo scontro, sulla paura e sull’idea che la giustizia possa coincidere con la vendetta. Non è un caso che Mario Roggero sia stato trasformato in un simbolo, accolto come un eroe, chiamato a partecipare a manifestazioni pubbliche, a firmare autografi e a posare per fotografie con i suoi sostenitori. È un messaggio devastante: significa presentare come esempio civico una vicenda nella quale due persone sono state uccise mentre fuggivano e il pericolo era ormai cessato. Purtroppo, dopo Tangentopoli, in Italia si è prodotto un enorme cortocircuito politico. La discesa in campo di Silvio Berlusconi, unita all’incapacità della sinistra e delle forze moderate di contrastare efficacemente un sistema mediatico senza precedenti, ha cambiato profondamente il dibattito pubblico. Da quel momento hanno iniziato a trovare spazio idee, linguaggi e personaggi che, in una democrazia matura, sarebbero rimasti ai margini. Non perché fossero di destra, ma perché incompatibili con una cultura democratica fondata sul rispetto delle istituzioni, della legge e della dignità della persona. Il problema non è essere di destra o di sinistra. Il problema è il livello della classe dirigente. Oggi assistiamo troppo spesso a un degrado culturale, morale e istituzionale impressionante. Persone prive di cultura politica, di senso dello Stato e, talvolta, perfino del rispetto per le istituzioni occupano i posti più importanti della Repubblica. La politica dovrebbe educare, elevare il dibattito pubblico e aiutare i cittadini a comprendere la complessità dei problemi. Invece, sempre più spesso, alimenta la paura, la rabbia e l’istinto di vendetta, perché sono sentimenti che portano consenso. Ma uno Stato non si costruisce sulla vendetta: si costruisce sul diritto. E la nostra Costituzione non è stata scritta per proteggere i buoni e punire i cattivi secondo l’umore del momento. È stata scritta per garantire i diritti di tutti, proprio perché la civiltà si misura dal modo in cui uno Stato esercita la giustizia, non dal modo in cui alimenta l’odio. Per questo considero una vergogna che una parte della destra italiana abbia scelto di fare di Mario Roggero un simbolo politico. Una democrazia non dovrebbe mai trasformare in eroe chi si è reso protagonista di un fatto che la magistratura ha ritenuto non riconducibile alla legittima difesa. Gli esempi da offrire ai giovani dovrebbero essere il rispetto della legge, la solidarietà, il senso delle istituzioni e la tutela della dignità umana, non la celebrazione della giustizia fai da te.

È questa la differenza tra una democrazia costituzionale e la legge della giungla.

*riferimento dell’area Pd, Radici e Futuro

 

Condividi

Picture of redazione web

redazione web

Lascia un commento

Cronaca

  Associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli. Sono i reati per cui sono…

Due arresti per la brutale aggressione avvenuta il due aprile scorso ai danni di Nello Malinconico nel parcheggio del supermercato…

Il caldo africano continua a farsi sentire in tutta la Campania, ma all’orizzonte si intravede una svolta. Dopo giorni…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

  Associazione per delinquere, falsità materiale commessa dal privato e contraffazione di pubblici sigilli. Sono i reati per cui sono indagate a vario titolo 37 persone che, secondo le ricostruzioni della Guardia di finanza di Napoli, sarebbero coinvolte in una truffa incentrata sul rilascio di titoli di laurea falsi. 34...

Ariano Irpino – Del movimentato, ultimo in ordine di tempo, consiglio comunale della città del Tricolle se ne è già parlato. E, a proposito di questo, interviene il consigliere comunale di Azione, Mimmo Gambacorta, che fa chiarezza su alcune cose. E risponde alla minoranza: “Che la minoranza metta in evidenza...

Sceglie di raccontare la pace e investire sul valore delle relazioni attraverso il linguaggio dell’arte il percorso di animazione territoriale promosso nell’ambito del progetto Real – Reti di solidarietà e Azioni di Leadership di comunità, sostenuto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso il Fondo per il finanziamento...

Porte “spalancate” da un lato, accuse di opportunismo dall’altro. Nel cantiere del centrosinistra l’ennesimo tentativo di tregua si trasforma in un corpo a corpo tra Matteo Renzi e Carlo Calenda. La causa è l’approvazione, con la nuova riforma in discussione al Parlamento, di una norma elettorale “anti-frammentazione” che rischia di...

Ultimi articoli

Attualità

Sceglie di raccontare la pace e investire sul valore delle relazioni attraverso il linguaggio dell’arte il percorso di animazione territoriale…

Fare rete per costruire risposte più efficaci alle esigenze delle persone con disabilità e delle loro famiglie. È questo l’obiettivo…

Martedì 21 luglio, alle 9.30, la Stazione Ferroviaria di Avellino aprirà le proprie porte ai bambini e ai ragazzi del…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy