Dopo il fermo di un 26enne di nazionalità tunisina, accusato dell’omicidio del giornalista sportivo Luigi Esposito, noto come Luca, le indagini dei carabinieri continuano senza sosta. Il giovane è stato rintracciato in uno dei casolari di Borgo Cioffi, a Eboli, rifugio di persone senza fissa dimora e in condizioni di forte disagio economico. Dopo il fermo avrebbe confessato il delitto.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno guidata da Raffaele Cantone, punta ora a ricostruire con precisione le circostanze dell’omicidio e, soprattutto, a chiarire il motivo della lite che avrebbe preceduto l’aggressione.
Luigi Esposito era un volto molto conosciuto nel panorama sportivo salernitano. Opinionista e pubblicista, seguiva da anni diverse realtà calcistiche del territorio, in particolare la Salernitana, conquistando la stima di colleghi e appassionati.
Gli investigatori stanno inoltre verificando alcuni aspetti della vita della vittima. Originario di Nocera Inferiore e residente nella Valle dell’Irno, Esposito aveva riferito ad alcuni colleghi di lavorare per l’Arpac, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania, sostenendo di svolgere frequenti ispezioni anche presso aziende zootecniche. Una circostanza che l’Arpac ha successivamente smentito, precisando che il giornalista non risultava tra i propri dipendenti. Anche l’Ordine dei Biologi della Campania ha confermato che Esposito non era iscritto all’albo.
Le verifiche degli inquirenti proseguono per fare piena luce sul contesto in cui è maturato il delitto e accertare eventuali ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti.



