di Floriana Mastandrea
“Si può esplorare il mondo del cinema attraverso la fisica. Nel cinema c’è fisica perché c’è energia, forza e persino entropia. Io sono un appassionato di horror e fantascienza, – ha detto Vincenzo Schettini intervenendo alla 14ma edizione dell’Ariano International Film Festival, dove ha tenuto una lezione di Fisica applicata al cinema. In A Nightmare on Elm Street per far cadere dall’alto in basso Tina, prima vittima di Freddy krueger (n.d.r. famigerato serial killer), nel 1984, allorquando non c’era ancora il digitale, fu costruita un’enorme stanza rotante in cui le telecamere erano attaccate al pavimento. Quando le telecamere venivano ruotate, la sensazione di camminare sul soffitto, diventava quasi fisica. Quando ho scoperto ciò che nei film veniva creato partendo da leggi fisiche, mi sono appassionato e ho deciso di raccontarlo. È accaduto così anche quando ho iniziato a studiare fisica: ho capito che l’avrei raccontata e che non avrei fatto, come la maggior parte di coloro che si iscrivono a quella facoltà, il lavoratore in un’azienda o il ricercatore. Insegnare mi diverte e mi dà soddisfazione vedere i miei studenti, incuriositi, chiedersi come andrà a finire, un po’ come il regista che vuol tenere incollato il pubblico allo schermo, regalandogli emozioni con il suo film. È importante, – ha sottolineato – che la scuola investa sulla formazione di qualità degli insegnanti mandandoli ad apprendere nuovi metodi didattici, affinché acquisiscano un know how da poter riversare sui ragazzi, in modo da entusiasmarli a studiare. I giovani hanno bisogno di stimoli e i loro insegnanti non possono limitarsi a fare i burocrati, devono illuminare e stimolare i loro studenti con la conoscenza”. Gli abbiamo chiesto se sia nata prima la creatività o la passione per la fisica. “In realtà io nasco come violinista, sono diplomato al Conservatorio e a vent’anni ho anche creato un gruppo gospel che dirigo tuttora. Il prossimo anno, allo scoccare dei miei cinquant’anni, decorreranno i trent’anni dalla sua formazione”. Milioni i seguaci che ha sulla rete, ma come si comporta Vincenzo Schettini, rispetto alle offese e persino le minacce che proliferano? La rete mi ha alquanto stancato perché è diventata violenta, volgare, si è trasformata, parafrasando ciò che diceva Popper sulla televisione intesa come cattiva maestra, in una diabolica maestra rete. Agli insulti ormai non rispondo, né li guardo io, ma bisognerebbe che si creasse un’etica della rete, che non si consentisse agli hacker e a coloro che vogliono insultare, di nascondersi dietro falsi nomi (nickname): costoro dovrebbero avere il coraggio di dirci chi sono veramente, in modo da confrontarsi alla pari. Non è nemmeno da escludere una class action, una sorta di istanza collettiva contro gli odiatori seriali in rete, per chiedere regole basate sul rispetto”. Diversi i film passati in rassegna durante la coinvolgente lezione presso la villa comunale di Ariano Irpino, a partire da Interstellar, film in cui emergono: la gravità, lo spazio (tridimensionale), i buchi neri. “La fisica di Interstellar in cui si racconta la relatività del tempo (mezz’ora trascorsa su un pianeta vicino a un buco nero di Interstellar, equivale a decenni sulla terra), ci insegna che la vita scorre velocemente e che non bisogna farla passare in maniera pigra, né inutilmente, occorre capire qual è il proprio talento e, soprattutto, non smettere di ascoltare ignorando quel che accade intorno a noi. Nel film Ritorno al futuro, si esplora il viaggio nel tempo: il tempo scorre in un’unica direzione, ma se raggiungessimo la velocità della luce (300.000 Km al secondo), si fermerebbe e se fossimo capaci di superare la sua velocità, il tempo tornerebbe indietro (scambio di causa-effetto). Einstein ha però chiarito che la velocità della luce è un limite fisico invalicabile. Nello stesso film emerge il concetto di multiverso quantistico, ovvero la probabilità di eventi che potrebbero verificarsi, ma in universi paralleli separati, così come, anticipando avveniristicamente il futuro, la possibilità di trasformare i rifiuti in carburante. Sarebbe opportuno che i docenti spiegassero agli studenti l’importanza di contenere il consumo di energia navigando meno on line con i cellulari, imparando a spendere di meno, comprendendo l’indifferenziabile, studiando per cambiare mentalità”. In Super Mario, Schettini ha esplorato il mondo delle forze, in particolare la legge che regola la forza elastica generata da un corpo (molla) regolata dalla Legge di Hooke (F = – K per delta X) con esempi pratici in cui ha coinvolto dei bambini, che hanno spinto e camminato, per arrivare ad esaminare i principi di Newton. È passato poi ad Alice nel paese delle meraviglie e Dragon Ball, per concludere con l’epico Via col vento. “È il film romantico per eccellenza, che seppur duri oltre 3 ore e mezze, ho visto più volte. È la storia tormentata di Rossella e Red, due persone che si incontrano per caso e sembrano incompatibili, mentre dalla prima volta in cui interagiranno, non si lasceranno più. È il concetto di entanglement quantistico, ovvero una fisica di correlazione in cui due particelle (a prescindere dalla distanza), anche se non si vedranno per anni, rimarranno sempre collegate, sentiranno sempre un legame l’una con l’altra. Si dice che l’equazione dell’amore l’abbia scritta Paul Dirac per spiegare la materia e l’antimateria. Via col vento è la vera storia d’amore, è la storia dei gemelli o degli innamorati, che percepiscono quando l’altro è in pericolo. È la storia che testimonia un pezzo di vita di ognuno di noi: questo fenomeno non cancella ciò che non verrà mai spiegato, né dalla scienza, né dall’intelligenza artificiale, né dalla razionalità: il potere delle relazioni umane, di cui fa parte l’amore. Abbiamo un’unica certezza: potranno toglierci tutto, tranne la voglia di amare”.
Floriana Mastandrea


