L’esecutivo nazionale “No Ad” punta il dito contro il silenzio dei sindaci di Milano, Genova e Torino, accusandoli di sottovalutare o ignorare i danni che l’autonomia differenziata provocherebbe alle prerogative dei loro capoluoghi. Secondo il comitato, l’approvazione in pieno luglio delle pre-intese per Piemonte, Lombardia, Liguria e Veneto non ha generato alcuna reazione degna di nota da parte dei primi cittadini di questi grandi Comuni, tre dei quali guidati da amministrazioni di opposizione.
Di segno opposto la reazione registrata nel Mezzogiorno: i sindaci pugliesi, uniti ai colleghi campani e lucani, hanno preso una netta posizione contro quella che definiscono la “secessione dei ricchi”, sostenendo il ricorso alla Consulta da parte delle Regioni Campania e Puglia e chiedendo alle amministrazioni non di centrodestra — a partire dall’Emilia-Romagna — di fare altrettanto.
Per i “No Ad”, la mobilitazione del Sud dimostra la chiara consapevolezza dei rischi legati a uno svantaggio incolmabile per i territori meridionali, nonostante le rassicurazioni del ministro Calderoli. Il comitato lancia quindi un appello al Governo affinché si fermi in attesa di una rivalutazione costituzionale, finanziaria e amministrativa, ammonendo l’esecutivo a non sottovalutare il peso politico della questione in vista delle prossime elezioni e del consenso nel Mezzogiorno.



