Stamattina un migliaio di persone — famiglie, attivisti e comitati — hanno bloccato per un’ora il porto di Pozzuoli. Chiedevano interventi immediati: ci sono zone senza acqua da venerdì sera e gli sfollati sono saliti a 700.
La protesta si è sbloccata solo dopo l’annuncio che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi incontrerà domani in prefettura una delegazione. Con quella promessa è ripreso il collegamento via mare con Ischia e Procida.
Il quadro è pesante e in aggiornamento. I vigili del fuoco stanno ancora verificando gli edifici e promettono di chiudere i controlli entro fine settimana. Il bilancio provvisorio parla di:
57 edifici inagibili
395 appartamenti sgomberati
oltre 700 sfollati, di cui 568 sistemati in autonomia
13 scuole chiuse*, 3 con danni gravi
14 luoghi di culto inaccessibili
Al Centro coordinamento soccorsi si sono riuniti il prefetto di Napoli Michele di Bari, il presidente della Regione Roberto Fico e i sindaci dell’area. Per l’acqua mancano ancora allacci stabili: intanto sono state potenziate le autobotti di vigili del fuoco e Protezione Civile, mentre sono in corso le riparazioni alla rete danneggiata dal sisma.
“La macchina istituzionale ha retto, ma capiamo la rabbia della gente di Pozzuoli e di tutti i Campi Flegrei” ha detto il prefetto di Bari. Domani, con Piantedosi, si farà il punto.
Intanto sindacati e Uil Campania chiedono misure straordinarie: stop a tasse e rate dei mutui per chi ha avuto danni, e un fondo dedicato alla messa in sicurezza delle case.
Sabato il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci aveva già assicurato che i 550 milioni stanziati dal Governo verranno integrati in base alle necessità che emergeranno.



