di Giovanni Savignano*
Merck( MSD) e Moderna hanno comunicato i risultati preliminari dello studio di fase INTerpath-001. La terapia a mRNA individualizzata sviluppata dalle due aziende(
ulilizzata insieme a pembrolizumab, ha ridotto in modo statisticamente significativo il rischio di recidiva e di di metastasi in pazienti operati per melanoma ad alto rischio. È il primo esito positivo di fase 3 da una terapia basata su RNA messaggero.
La notizia si è’ diffusa rapidamente ma incompleta. .E’ necessario distinguere tra ciò che i dati dicono, ciò che non dicono ancora.
Che cosa è stato annunciato
INTerpath-001 è uno studio globale randomizzato, in doppio cieco ((un metodo di ricerca scientifica in cui né i pazienti né i ricercatori sanno chi riceve il trattamento vero e chi un finto trattamento o placebo))
con controllo sia verso -placebo sia verso -confrontatore attivo, registrato con il codice NCT05933577. Sono stati reclutati 1.137 pazienti con melanoma cutaneo in stadio IIB, IIC, III o IV completamente asportato per via chirurgica, mai trattati in precedenza con terapia sistemica.
I partecipanti sono stati assegnati con rapporto 2:1.
La durata prevista del trattamento arriva a circa 56 settimane, salvo recidiva o tossicità inaccettabile.
L’endpoint primario( criterio di valutazione) era la sopravvivenza libera da recidiva(RFS), Tra gli endpoint secondari principali figurano la sopravvivenza libera da metastasi a distanza (DMFS), la sopravvivenza globale, la sicurezza e la qualità di vita. Su RFS e DMFS l’analisi ad interim prespecificata ha dato risultati positivi. Il profilo di sicurezza è risultato conforme con quanto già osservato nell’abbinamento .
> CHE COSA ancora mancherebbe?
Il comunicato non contiene numeri. Nessun hazard ratio, nessun intervallo di confidenza, nessuna curva di sopravvivenza. Le aziende hanno dichiarato che i dati completi saranno presentati a un congresso medico internazionale e compartecipati con le Autorità regolatorie( FDA, EMA ; Aifa in Italia) . IL presidente dei Merck Research Laboratories, ha programmato per i prossimi mesi l’inizio di questa condivisione.
Per chi dí occupa dati clinici questa è una differenza sostanziale. “Statisticamente significativo e clinicamente rilevante” è una formula che le aziende usano nei comunicati principali di apertura; il valore reale del beneficio si calcola sulla riduzione percentuale del rischio, sull’ampiezza degli intervalli di confidenza ((intervallo di valori, calcolato a partire dai dati di un campione, che si stima contenga il vero parametro ignoto di una popolazione -come la media- con un livello di probabilità prestabilito: spesso il 95% )) , e sulla durata del follow up. FINO A QUANDO quei numeri non arrivano, qualsiasi confronto con lo standard attuale resta approssimativo.
(…..) Parlare di “vaccino ” non è’ proprio preciso.
Il prodotto si chiama <intismeran autogene> vaccino terapeutico personalizzato- sigle precedenti mRNA-4157 e V940. La formula giornalistica “vaccino contro il melanoma” si riferisce ad una profilassi da somministrare a persone sane per evitare la comparsa del tumore. <Intismeran> fa il contrario . Si somministra a chi il melanoma lo ha già avuto ed è stato operato, con l’obiettivo di impedire che la malattia ritorni. È una cura , in setting adiuvante, e viene costruita su misura sul tumore di quel singolo paziente.Il fraintendimento potrebbe essere invasivo . Produce nelle varie percezioni l’aspettativa di una “vaccinazione di massa “ contro i tumori della pelle, che non è in agenda , e accentua la confusione con i vaccini a mRNA per le patologie infettive, che condividono la piattaforma tecnologica MA non la metodologia clinica(….)
medico e scrittore



