A due mesi esatti dall’inizio astronomico dell’estate, è tempo di tirare le somme di una stagione dal clima letteralmente folle. A tracciare il bilancio è Lorenzo Tedici, del sito IlMeteo.it:
“Se escludiamo la primissima fiammata arrivata a fine maggio, in questi due mesi abbiamo vissuto ben 45 giorni di caldo bollente e insopportabile, intervallati da soli 15 giorni definibili normali (ma comunque caldi)”.
Questo quadro anomalo è purtroppo destinato a peggiorare. I climatologi avvertono che già il 2027, con il fenomeno di El Niño alla sua massima potenza fino a primavera, potrebbe regalarci un’estate ancora più estrema, cancellando anche quei rari giorni di caldo “normale”.
La prospettiva scientifica indica che nei prossimi anni dovremo abituarci a parlare di un’unica, infinita ondata di calore estiva, con temperature stabilmente superiori di 5-6 gradi rispetto alle medie del passato. Questa stagione non durerà più i canonici tre mesi, ma si allungherà pericolosamente a quattro, cinque o addirittura sei mesi all’anno, assumendo connotati sempre più monsonici.
Il rovescio della medaglia di questo surriscaldamento globale lo stiamo vivendo sulla nostra pelle. È bastato uno “spiffero” atlantico — una perturbazione di per sé non particolarmente intensa — per scatenare il caos scontrandosi con un Mar Mediterraneo le cui acque sfiorano i 30°C e un’atmosfera ormai tropicale.
Il risultato fisico di questo scontro termico genera fenomeni un tempo eccezionali ma oggi diventati la norma:
Piogge monsoniche: capaci di scaricare 200 mm d’acqua in un paio d’ore.
Tempeste elettriche: al ritmo impressionante di 8.000 fulmini l’ora.
Downbursts: venti lineari devastanti che si sprigionano dal temporale verso il suolo. Pur avendo un’origine fisica diversa dai tornado, producono danni molto simili, riuscendo a scoperchiare tetti e abbattere alberi secolari.
Sul fronte del maltempo estremo, avverte Tedici, dovremo tenere alta la guardia per tutto venerdì, specialmente al Centro-Nord, con locali sconfinamenti nel nord della Sardegna e in Campania.
Nel weekend la situazione migliorerà: godremo di una prevalenza di sole, disturbata solo da qualche isolato acquazzone sulle regioni settentrionali. Tuttavia, chi sperava nella fine definitiva del caldo africano rimarrà deluso. La prossima settimana vedrà l’Italia nettamente divisa in tre fasce climatiche:
Al Nord: possiamo considerare chiusa la fase estiva dei 37-38°C, con un clima più vivibile a tratti interrotto da nuovi temporali, anche se a metà settimana l’anticiclone proverà a farsi vivo.
Al Centro: vivremo una situazione di caldo “leggermente africano”, tipicamente estivo ma senza gli estremi delle scorse settimane.
Al Sud: il caldo africano non finirà. L’alta pressione resisterà in modo opprimente fino agli inizi di settembre, con un nuovo rinforzo che spingerà i termometri a 40 gradi all’ombra (con locali picchi fino a 42).



