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Intolleranti, Irpinia Mood si interroga su qualità, tracciabilità, sicurezza e processi produttivi

Dal 27 al 30 agosto si celebra la X edizione di Irpinia Mood. Una nuova sede, Villa Amendola, un programma tra degustazioni e incontri e un progetto che nel 2026 supera i confini del festival per diventare un percorso territoriale lungo tutto l’anno. Al centro dell’edizione 2026, il tema “INTOLLERANTI”

Dal 27 al 30 agosto si celebra la X edizione di Irpinia Mood. Una nuova sede, Villa Amendola, un programma tra degustazioni e incontri e un progetto che nel 2026 supera i confini del festival per diventare un percorso territoriale lungo tutto l’anno. Al centro dell’edizione 2026, il tema “INTOLLERANTI”.

Dal 2015 il festival ha costruito, edizione dopo edizione, un modo diverso di raccontare l’Irpinia attraverso il cibo: non soltanto come territorio di produzioni e tradizioni, ma come luogo di confronto e di ricerca. Un cammino che oggi si apre a una nuova fase.

Il cibo come strumento di conoscenza

Intorno ai fornelli, Irpinia Mood costruisce una piattaforma relazionale che riunisce produttori, chef, imprese, istituzioni e comunità. Ogni piatto porta con sé la storia di chi coltiva, trasforma, decide, e leggere quella storia significa leggere le identità, le economie e le trasformazioni di un territorio.

L’ambizione di Visit Irpinia, PMI innovativa che organizza e sviluppa il festival, è da sempre superare un’idea di cibo come sola dimensione conviviale, affidandogli il compito di generare dialogo tra realtà diverse e di creare uno spazio di sperimentazione.

L’Irpinia, in questa visione, è il punto di partenza di una riflessione ampia sul rapporto tra identità, innovazione e comunità.

INTOLLERANTI: una parola che divide, un tema che unisce

Il tema della decima edizione nasce da una parola, INTOLLERANTI, che parte dal cambiamento concreto che stanno vivendo le nostre cucine con le intolleranze e le allergie alimentari in aumento, come conferma un’indagine EPIFA condotta nel 2024 in Campania, e si allarga fino a diventare una chiave di lettura del presente.

In quest’ottica, “intolleranti” significa interrogarsi anche sui processi produttivi di un sistema alimentare in continua evoluzione e sulle contrapposizioni tra locale/globale, tra tradizione/innovazione.

“Quando si indebolisce la relazione tra cibo e luogo di produzione nascono i placeless foodscapes, non-luoghi dove si consumano prodotti omogenei e standardizzati. Tutto ciò mette a rischio la diversità e la biodiversità delle produzioni tipiche locali e rende necessario difendere le identità produttive e culinarie”

Angela Cresta, Professore Associato di Geografia Economico-Politica all’Università del Sannio e membro del Comitato scientifico di Irpinia Mood

Attraverso degustazioni tematiche, showcooking e momenti di confronto Irpinia Mood porta questi temi dentro il festival.

Chef e sapori da tutta Italia

Sono oltre 90 gli chef che arrivano a Villa Amendola da tutta Italia, chiamati a raccolta dalla direzione gastronomica di Mirko Balzano e distribuiti lungo le quattro serate. 

A tutti è stato chiesto di creare un piatto che rinunci ad almeno uno dei cinque principali allergeni: glutine, lattosio, uova, arachidi e frutta a guscio. Questo vincolo condiviso dà vita a percorsi paralleli in cui c’è chi lavora per sottrazione, chi stupisce con un ingrediente inaspettato o chi ripensa una ricetta “di casa” in una chiave nuova. Ogni piatto resta riconoscibile come il lavoro di chi lo ha pensato.

“La gestione delle intolleranze diventa complessa solo quando c’è poca padronanza di ciò che si manipola. Gli chef che amano lavorare con il cibo non trovano mai limitazioni, ma stimoli. È una questione di equilibrio nella costruzione di un menu, e la cura è parte del mestiere”

Mirko Balzano, Chef e Direttore gastronomico di Irpinia Mood

Gli chef irpini fanno gli onori di casa e interpretano il tema senza perdere il contatto con la tradizione, perché innovare significa proprio questo. Insieme a loro ristoratori, artigiani e imprenditori locali portano in Villa le eccellenze e la memoria del territorio. Inoltre, grazie al coinvolgimento di Coldiretti Avellino, le materie prime arrivano da produttori selezionati, rafforzando il legame tra agricoltura e cucina.

Il valore vero dell’evento risiede nelle relazioni che si costruiscono e restano quando il festival finisce.

Quattro serate per vivere Irpinia Mood 

Le porte di Villa Amendola si aprono alle 19:00. Si arriva quando si vuole, si esplorano liberamente le postazioni degli chef, si compone il proprio percorso di assaggi.

Le degustazioni accompagnano il pubblico e il programma (www.irpiniamood.it/programma.php) è ricco di interventi che danno la parola a chi cucina, a chi produce e a chi studia il cibo da vicino, alternando momenti di assaggio e approfondimento.

Una nuova location con tre secoli alle spalle

Villa Amendola è un luogo che mette in relazione il patrimonio culturale della città con la contemporaneità del progetto.

La dimora settecentesca è oggi sede del Museo Civico e della Biblioteca Comunale “Nunzia Festa” ed è riconosciuta dal FAI – Fondo Ambiente Italiano. Intorno all’edificio si apre un importante orto botanico dove sequoie, magnolie, lecci e banani fanno da cornice alle serate del festival.

Ad accrescerne il fascino, le grotte sotterranee dove per generazioni si sono conservati cibo e vino e che nel 1943 hanno ospitato gli avellinesi durante i bombardamenti. 

Un festival lungo un anno

Il Food Festival è al centro di un calendario che attraversa tutto il 2026: il Pessoa Luna Park di Napoli, gli European Universities Games di Salerno e l’anteprima a Summonte nell’ambito del festival Sentieri Mediterranei. Dopo agosto si prosegue con la Pizza Edition ad Avellino e la Festa di Fine Raccolto a Cassano Irpino.

Il filo conduttore è l’Irpinia Mood Lab di Avellino Scalo, spazio permanente che ospita special guest tra chef, produttori, ricercatori e artigiani

Dieci edizioni, una domanda aperta

In dieci edizioni Irpinia Mood ha cambiato forma molte volte, sempre mantenendo al centro il racconto di questa terra attraverso il cibo e le persone.

Lungo la strada il festival ha costruito una comunità di professionisti che continua a incontrarsi, generato contenuti e contribuito a portare l’Irpinia nel dibattito sul cibo contemporaneo.

“In questi anni Irpinia Mood si è evoluto da evento dedicato alla gastronomia a piattaforma di riflessione permanente. Da questo snodo prende forma il senso più profondo di INTOLLERANTI: corpi che reagiscono a un sistema territoriale bloccato su se stesso e territori che rifiutano di accettare la propria marginalità”

Alessandro Graziano, imprenditore e founder di Visit Irpinia

Oggi la domanda è diventata più ampia: che cosa può diventare un territorio quando decide di mettersi in relazione con il mondo? La scelta è non dare risposte definitive, ma continuare a creare occasioni di confronto e guardare l’Irpinia da prospettive nuove.

Gli chef ospiti protagonisti dell’edizione 2026

 

Giovedì 27 agosto

Daniele Usai*, Alessandro Sgrosso e Danila Andreotti, Federico Della Cerra, Francesco Agnese, Carmine Aschettino, Riccardo Bacciottini, Francesco Giugliano, Michele De Martino, Francesco Fusco, Francesco Esposito, Dario Finocchiaro, Giuseppe e Pasquale Bevilacqua, Vincenzo Vazza, Claudio Colombo, Manuel Scarpa, Redi Doci, Gianfranco Palmisano, Carmine Pecchia, Salvatore Avallone*, Noemi Teti, Riccardo Faggiano, Carmen Vecchione, Pasqualino Salvatore Antoniello.

 

Venerdì 28 agosto

Angelo Borrelli, Vincenzo Ferro, Giovanni Mariconda e Gianni Romeo, Claudio Ruiz, Costantino Pezzuti, Dylan Bernardo, Gian Paolo Capaldo, Franco Franciosi, Gaetano Cerciello, Gabriele Piscitelli, Vito Fontanella, Domenico Iavarone, Marco Del Giudice, Luigi Vitiello, Roberto Maturo, Raffaele Di Benedetto, Luca Matarazzo, Antonio Guerriero, Marco Maltese, Mirko Esposito, William Gaetani, Tiziana Parlangeli.

 

Sabato 29 agosto

Fabio Tuozzo, Luigi Salomone, Roberto Allocca, Cosimo Russo, Alfredo De Luca, Maria Perillo, Luca Pugliese, Vincenzo Oliva, Salvatore Ciccarelli*, Dino Perrone, Luca Fracassi, Costantino Della Corte, Simone Palazzo e Antonio Campa, Gelsomina Manna, Ivan Matarazzo, Giuseppe Pepe, Mattia Barbarisi, Lello Tornatore, Andrea Formato, Fabrizio Ianuario, Daniele Del Polito, Antonio Petrillo, Antonio Minichiello, Giusy Olivieri.

 

Domenica 30 agosto

Fabiana Monaco, Facundo Castellani, Rocco D’Angelo, Francesco Colantonio, Benedetto Molaro, Armando Aristarco, Antonino Maresca, Salvatore Iazzetta, Pasquale Pesce, Antonio Autiero, Salvatore Bianco*, Luigi Barone, Antonio Negri, Ronald Bukri, Michele De Blasio*, Francesco Fezza*, Alessandro Piantedosi, Giuseppe Scarlato, Vincenzo Dinatale, Andrea Pansa, Angelo Grippa, Annibale Memmolo, Flavio Rubino, Nicola Palmisano, Ernesto Kouassi, Galileo Reposo.

Sponsor e partner

Con il patrocinio del Comune di Avellino.

Sponsor: Villa Raiano, VSA srl della Dott.ssa Anna Aurigemma, Pasta Armando, Fruit Italy, Perrella Distribuzione Srl, Basso Fedele & Figli, La Casa Nova

Partner: Radio Punto Zero, Coldiretti Avellino, Carni De Caro, Alborea, Mar Arredo Negozi, FMC – Energie Rinnovabili, Campania Patate, Pisano Frutta Secca, Buona Puglia, Biodistretto d’Irpinia, Stay Irpinia.

Informazioni pratiche

IRPINIA MOOD FOOD FESTIVAL | INTOLLERANTI | X edizione
Villa Amendola, via dei Due Principati 202, Avellino
27-30 agosto 2026, ore 19:00-24:00

Ingresso libero e gratuito 

Gli assaggi si acquistano con la web app del festival, che indic

 

Il tema della decima edizione di Irpinia Mood parte da un dato raccolto in Campania. L’indagine EPIFA (Epidemiology of Paediatric Italian Food Allergy) del 2024, condotta su oltre centomila bambini, registra una crescita costante delle allergie alimentari nell’ultimo decennio, con un incremento marcato nei primi anni di vita. Un punto di partenza che chiede all’intera filiera maggiore attenzione a qualità, tracciabilità, sicurezza e processi produttivi.

Ma la parola “intolleranti” apre a un campo più ampio. Viviamo una fase di polarizzazioni culturali, e il cibo è diventato uno dei terreni su cui ci si divide: locale contro globale, tradizione contro innovazione.

Il tema lavora così su quattro piani. Quello sanitario, con le allergie in crescita. Quello produttivo, che obbliga a rivedere processi e standard. Quello culturale, dove i modelli alimentari si irrigidiscono in schieramenti. E quello politico, perché decidere come si produce e si distribuisce il cibo significa incidere su territori, economie e comunità.

Le aree interne vivono questa tensione da vicino. Sono luoghi dove la relazione tra cibo e produzione è ancora leggibile, dove le filiere sono corte e i prodotti hanno un’identità marcata. Per questo sono i primi a misurare cosa si perde quando quella relazione si allenta, e l’Irpinia diventa un punto di osservazione privilegiato sul rapporto tra qualità, identità e sostenibilità.

Da qui le domande che il festival si porta dietro. Si può garantire sicurezza e inclusione a tavola senza appiattire la complessità gastronomica? Un limite può diventare competenza, un conflitto può diventare progetto?

Nel programma il ragionamento diventa una regola. Agli oltre 90 chef ospiti è stato chiesto un piatto privo di almeno uno dei cinque allergeni principali: glutine, lattosio, uova, arachidi, frutta a guscio. Il vincolo mette alla prova il mestiere prima della fantasia, e in ogni interpretazione la firma di chi cucina resta riconoscibile.

Chef e ristoratori irpini accettano la sfida lavorando sulle materie prime del territorio, senza perdere il contatto con la tradizione. È il punto in cui il tema smette di essere un ragionamento e diventa un mestiere.

INTOLLERANTI non porta una risposta. È un campo di analisi e un invito a misurarsi con le tensioni del presente, per costruire strumenti più consapevoli per la filiera e per le comunità.

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