Piazze piene, occhi rivolti agli schermi e una forte voglia di condivisione: è questa l’immagine che racchiude la dodicesima edizione del Mario Puzo Film Festival – Corto e a Capo. La rassegna itinerante si è chiusa con un bilancio straordinario, confermando come la cultura e il grande cinema possano trasformarsi in un motore di coesione, riscatto e nuova consapevolezza per i piccoli borghi dell’entroterra campano.
La manifestazione – svoltasi dal 19 al 24 agosto – ha fatto tappa in ben sette comuni diffusi tra le province di Avellino e Benevento — tra cui Montefusco, Venticano, Tufo, Santa Paolina, San Giorgio del Sannio, Colle Sannita e San Martino Sannita — realtà che spesso contano tra i mille e i duemila abitanti ma che sono state capaci di accogliere e far registrare più di 3.000 presenze complessive lungo i sei giorni del festival. Il folto programma ha visto la realizzazione di oltre 50 eventi tra proiezioni di corti, lungometraggi e documentari, workshop, mostre e dibattiti, dando spazio a quasi cento ospiti della scena culturale e cinematografica.
A impreziosire le serate del festival sono stati maestranze, registi e volti noti del cinema italiano e internazionale, tra cui la regista Maura Delpero, il maestro degli effetti speciali Sergio Stivaletti, l’attore Stefano Fresi, l’attore e premio Ubu Renato Carpentieri, il regista Francesco Cordio, lo storico e critico cinematografico Paolo Speranza, l’attore Riccardo Scamarcio . La presenza di artisti premiati ai Nastri d’Argento, ai David di Donatello e perfino candidati ai Premi Oscar ha arricchito un dibattito intenso sul ruolo delle storie e del raccontare i territori.
“Piazze piene, occhi rivolti agli schermi e una profonda voglia di condivisione: è questa l’immagine più bella che resta impressa a chiunque abbia vissuto la XII edizione del Premio Mario Puzo – dichiara il direttore artistico Umberto Rinaldi -. Abbiamo attraversato sette Comuni tra Sannio e Irpinia registrando una partecipazione straordinaria. L’inversione di tendenza che cercavamo con questa edizione era un obiettivo difficile e ambizioso, ma aver messo il cinema al centro delle piazze e del dibattito laddove solitamente non è di casa rappresenta un traguardo fondamentale. Riuscire a generare riflessioni concrete sul presente e sul futuro delle aree interne attraverso i film e i loro protagonisti dimostra che la cultura sa ancora creare aggregazione vera. I sorrisi, le strette di mano e i riscontri ricevuti sono il miglior auspicio per una presa di coscienza nuova da parte di chi abita e custodisce l’entroterra.”
L’Associazione di Cultura Cinematografica Daena e la direzione artistica sono già al lavoro per dare seguito alle esperienze maturate sul campo e per impostare il percorso verso la prossima edizione.






