Avrebbero favorito la latitanza di due capi del clan Fezza/ De Vivo di Pagani, fermati in un blitz della Squadra Mobile di Salerno ed Avellino e dei Carabinieri di Nocera nelle campagne del serinese.
Per quattro indagati, un quarantenne di Serino detenuto e condannato gia’ per altro (un’indagine di droga) un quarantesettenne di Pagani, anche lui detenuto, un ventinovenne di Serino e un cinquantenne di San Michele di Serino, la Procura di Avellino ha firmato un decreto di citazione diretta a giudizio per l’udienza predibattimentale che sarà celebrata il prossimo 16 settembre davanti al giudice monocratico del Tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone.
L’accusa nei loro confronti e’ quella di favoreggiamento aggravato dell’agevolazione mafiosa, ovvero aver coperto tra Aiello del Sabato e Serino per una settimana la fuga dei due boss del clan Fezza De Vivo, inseguiti da un’ordinanza di custodia cautelare ottenuta dalla Dda di Salerno. Si tratta della latitanza di Andrea De Vivo e Francesco Fezza arrestati proprio l’undici dicembre del 2022 in Irpinia.
I due erano ricercati dal due dicembre, a seguito dell’esecuzione dell’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere messa dal Gip emessa al termine dell’operazione che aveva portato a sgominare un’organizzazione camorristica presente sul territorio di Pagani e che operava nell’Agro Nocerino Sarnese. De Vivo e Fezza erano accusati di essere al vertice del clan che porta il loro cognomi, ma anche di aver commesso reati aggravati dal metodo e/o dall’agevolazione mafiosa. Ora i quattro presunti favoreggiatori della loro latitanza rischiano il processo, come chiesto dai magistrati della Procura di Avellino e sarà deciso nell’udienza del 16 settembre prossimo.


