L’onorevole Sandro Ruotolo, parlamentare europeo del Partito Democratico, è stato ospite di Casa De Simone a Montoro, dove ha incontrato anche esponenti locali del PD e della sinistra, che lo hanno sensibilizzato sulle problematiche legate al Grande Progetto Sarno.
Nel corso della visita, Ruotolo ha effettuato un sopralluogo nell’area di San Bartolomeo e, al termine, ha rilasciato la seguente dichiarazione:
«La ripartenza del progetto, con oltre 400 milioni di euro di investimenti, può rappresentare un’occasione importante. Ma proprio perché parliamo di un intervento così rilevante, non possiamo limitarci a riproporre uno schema nato oltre 15 anni fa senza verificare fino in fondo che cosa sia cambiato e quali siano oggi le reali priorità del territorio.
A Montoro e Solofra sono previste due grandi vasche di laminazione: una a San Bartolomeo, tra due centri abitati e in prossimità dell’autostrada, e un’altra in località Chiusa, in un’area già fortemente segnata dalla presenza di altre industrie e dalla vicinanza del depuratore. È comprensibile, dunque, la preoccupazione delle amministrazioni locali e delle comunità, che devono essere ascoltate prima di procedere.
Il Sarno è stato per anni il fiume più inquinato d’Italia e il problema dell’inquinamento non è stato ancora del tutto risolto. Se non si interviene seriamente sulle bonifiche e sul risanamento delle falde acquifere di Solofra e delle aree limitrofe, così come sul sistema degli scarichi industriali, rischiamo di affrontare soltanto una parte del problema.
Ancora oggi, soprattutto quando il corso d’acqua è in secca, si continuano a registrare episodi di scarichi anomali, con acque che cambiano colore in coincidenza con le attività produttive. E quando qualcuno apre illegalmente gli scarichi, siamo davanti non soltanto a un problema ambientale, ma a un comportamento criminale.
Per questo servono controlli continui, tracciabilità degli scarichi, individuazione e sanzione di chi inquina, insieme a un vero piano di bonifica e risanamento delle falde.
Nel frattempo, dal 2013 a oggi sono stati realizzati diversi interventi di messa in sicurezza idrogeologica a monte, comprese altre vasche di laminazione. Anche questo deve essere valutato prima di realizzare nuove opere di grandi dimensioni.
Il punto, quindi, non è fermare il Grande Progetto Sarno. È renderlo più completo, più aggiornato e più condiviso. La sicurezza idrogeologica deve andare insieme al disinquinamento, alla bonifica e alla tutela delle comunità.
E soprattutto bisogna lavorare insieme ai sindaci e ai territori. Perché sul Sarno c’è una questione ambientale, una questione di sicurezza e anche una questione di legalità. E nessuna delle tre può essere affrontata separatamente dalle altre».


