Nell’incontro tra amministrazione di Solofra e imprenditori conciari che si è tenuto venerdì si è parlato del futuro della depurazione e di come la Regione Campania sembra voglia “prendere in mano la gestione dell’impianto”, per dirla con le parole del sindaco Nicola Moretti. Si è discusso insomma del futuro economico del distretto, della sua sopravvivenza. Perché senza depurazione non ci può essere impresa. E infatti la Regione pare intenzionata ad investire nella depurazione. Fa bene. Significa migliorare il sistema, cambiare qualcosa, renderla ancor più efficiente spendendo 150 milioni di euro. Nell’interesse dei cittadini e delle imprese.
Perché se c’è una cosa che è vitale per il futuro della cittadina della concia è l’innovazione.
Perché non ci può essere impresa senza innovazione, ha detto il presidente di Confindustria, Angelo Petitto, che è intervenuto durante il dibattito prendendo ad esempio il progetto dell’hub per la plastica: “Esprimo la mia opinione, poi ovviamente non sono io a decidere se un’attività industriale può essere avviata o meno su questo territorio. Solofra – ha ricordato – rappresenta la storia industriale dell’Irpinia. Se io faccio l’imprenditore, se voi fate gli imprenditori, è perché in passato c’è stato qualcuno che ha voluto fare impresa qui, che ha portato qui la voglia di fare impresa. Solofra è sempre stata pioniera dello sviluppo industriale. Siete stati proprio voi che in un’epoca in cui l’Irpinia non conosceva ancora l’industria, avete fondato i primi opifici. Questo significa che nel vostro DNA c’è l’innovazione: siete degli innovatori. Rischiate di perdere una occasione”, ha detto Petitto.
Non a caso ha parlato del progetto “faro” dell’hub, impianto di ciclo che incrocia innovazione e ambiente.
Il futuro. Anzi il presente che guarda al futuro.
A tal proposito, Michele Buscé, giornalista ambientale ed educatore, durante il dibattito ha aggiunto che proprio “la circolarità ambientale è il requisito fondamentale in ambito europeo, di Pnrr, per il quale sono stati dati 8,5 milioni di finanziamento”.
Mentre Lucio Guarino, imprenditore, ha spiegato che l’impianto sarebbe una risorsa per eliminare le plastiche che gli imprenditori smaltiscono non in zona ma a chi da anni gestisce un monopolio.
Perché l’innovazione è oggi sempre più green. E tra l’altro conviene. Altrimenti non è innovazione. Invece chi prova a trasformare l’ambientalismo in bandiera politica può spesso essere annoverato tra i non ambientalisti e della crescita.
Quanto suona obsoleta l’espressione NIMBY: “Not In My Back Yard”, “non nel mio giardino”? Concetto insostenibile – sotto l’aspetto ambientale –, che ha rallentato fortemente la realizzazione di opere strategiche e la transizione energetica.
Di contro il riciclo “innovativo” come pietra angolare di un distretto intelligente e sostenibile. L’inizio di un cambio di paradigma rispetto al passato. A Solofra come altrove. Altrimenti non rimane che (facendo il verso a Chico Mendes) ambientalismo-giardinaggio e i soliti problemi senza soluzione.
antpica
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