Arriva da Rifondazione Comunista una nota sull’invasione dell’eolico in Alta Irpinia “In occasione della recente visita a Calitri del Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, i militanti di Rifondazione Comunista erano presenti per protestare contro la speculazione energetica dell’eolico selvaggio. Registriamo l’intervento di alcuni sindaci, da Morra De Sanctis a Calitri e Torella dei Lombardi, che hanno cominciato a prendere coscienza del danno ambientale ed economico parlando di “pattumiera energetica”.
Tuttavia con rammarico registriamo una mancata presa di posizione pubblica della massima autorità regionale.
Ci risulta un incontro con i comitati a margine dell’assemblea, nel quale è stato promesso un tavolo tecnico-politico per affrontare la questione. Vigileremo affinchè avvenga e porti i risultati sperati.
L’Alta Irpinia non può essere un territorio di conquista venduto per “green”. I numeri della devastazione parlano chiaro: 420 pale eoliche grandi e 150 piccole già installate (~650 MW), con altre 130 pale previste (700 MW); Elettrodotti mastodontici da 150, 220 e 380 kV; 200 ettari di fotovoltaico agricolo e 12 impianti di batterie (BESS) in autorizzazione.
Tutto persiste in assenza di PEAR e PTTR mai approvati.
Ricordiamo che il territorio è sismico, a rischio idrogeologico, con agricoltura di pregio e attraversato dalla Via Appia UNESCO, ed era già stato dichiarato “ZONA SATURA” dal Consiglio Regionale nel 2016. Ad oggi le società non pagano IMU o tasse locali e agiscono fuori dal codice appalti con compensazioni incontrollabili.
Rifondazione Comunista chiede con urgenza la sospensione immediata delle autorizzazioni in essere e future, il Repowering e bonifiche con i fondi delle fideiussioni allo scopo di ridurre il numero di pale, l’interramento degli elettrodotti (150 e 220 kV) per restituire terra all’agricoltura”
L’energia deve essere considerata come bene comune al pari dell’acqua, incentivando l’autoproduzione, le Comunità Energetiche e il Reddito Energetico”


