Il passaggio alla Camera della riforma della legge elettorale non preoccupa Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva, ospite di Start su Sky TG24, esclude particolari rischi dopo la decisione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di porre la questione di fiducia.
“Secondo me non ci sono rischi, nel momento in cui Meloni ha deciso di mettere la fiducia. Penso che ci sia un elemento di novità in questa legge elettorale che non va sottaciuto. Nel mondo dei riformisti noi ridurremo al minimo i capilista bloccati, avremo pochi capilista in molti collegi e questo porterà a far passare più gente con le preferenze. Questo è un primo passo”, ha dichiarato Renzi.
Sulla tenuta della maggioranza alla Camera interviene anche Nazario Pagano, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Affari costituzionali di Montecitorio, tra i relatori del provvedimento. Pagano esclude il rischio di franchi tiratori e assicura che il centrodestra dispone dei numeri necessari per approvare la riforma.
“Nessun timore: la maggioranza è compatta e ha i numeri per approvare la legge elettorale”, afferma Pagano, sottolineando che “le modifiche apportate al Senato sono il frutto di un accordo politico solido e pienamente condiviso tra le forze di centrodestra. La stessa compattezza sarà sicuramente confermata anche a Montecitorio”.
A difendere il testo è anche il presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi, che sottolinea in particolare il ritorno delle preferenze.
“È una buona legge elettorale, tra l’altro Noi Moderati ha portato a casa una delle battaglie storiche, quella di reintrodurre le preferenze per la scelta del deputato e del senatore. Con questa legge oltre il 65% degli eletti sarà scelto con le preferenze dai cittadini, darà governabilità. Mi sembra che lo scopo sia dire che chi vince le elezioni deve avere la possibilità di governare cinque anni senza alibi nei confronti dei cittadini e chi perde farà, come sempre, l’opposizione”, ha detto Lupi a Pescara, a margine di un evento con i rappresentanti locali del partito.
Di segno opposto il giudizio del Partito democratico. La capogruppo alla Camera, Chiara Braga, accusa la maggioranza di intervenire sulla legge elettorale con l’obiettivo di rafforzare la propria posizione in vista delle prossime elezioni.
“Cambiano la legge elettorale per una sola ragione: garantirsi la vittoria anche senza i numeri. Dopo quattro anni inutili, invece di occuparsi di salari, sanità, costo dell’energia, pensano a blindare i propri posti sacrificando le donne in Parlamento. Questa è l’unica priorità di Giorgia Meloni”, ha dichiarato Braga parlando con i cronisti.


