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Torna lo scontro sulla legge elettorale: la maggioranza difende la riforma, le opposizioni parlano di norme “su misura”

Il dibattito sulla riforma elettorale continua ad infiammare il confronto politico alla vigilia della scadenza.
Andrea De Priamo (Fratelli d’Italia), presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, difende l’impostazione della legge spiegando che l’obiettivo principale è garantire la stabilità di governo e offrire agli elettori la possibilità di determinare una maggioranza certa attraverso la soglia del 42% per il premio. Vengono inoltre ipotizzati correttivi sulle preferenze per garantire l’equilibrio di genere e una revisione della norma sui partiti sotto il 3% per evitare dubbi di costituzionalità.

Ma il leader di Azione Carlo Calenda usa toni duri sui social, accusando l’esecutivo di cucirsi una legge su misura e di entrare nel panico valutando l’inserimento del ballottaggio in base ai fluttuanti risultati dei sondaggi, mentre il Paese farebbe i conti con problemi ben più urgenti come l’inflazione.
E ancora, Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, sostiene che la premier Giorgia Meloni intenda modificare le regole per neutralizzare concorrenti a destra (citando l’ascesa di Roberto Vannacci e di Futuro nazionale) e rincara la dose parlando di un disegno volto a occupare l’informazione e a limitare la dialettica democratica.
Per il senatore dem Dario Parrini l’operazione della destra rappresenta un modo di legiferare “sconcertante e vergognoso”, portato avanti esclusivamente per paura di perdere alla luce dei recenti orientamenti dell’elettorato e dei rapporti di forza tra i partiti.

Infine, Giovanni Cuperlo; “Se, come sembra e come diversi articoli di stamane descrivono, palazzo Chigi e le forze della maggioranza di governo stanno valutando di modificare la ‘loro’ legge elettorale introducendo un ballottaggio nella convinzione che l’irrompere sulla scena del generale fanatico sia destinato a impedire il raggiungimento della soglia del 42% per l’ottenimento del premio di maggioranza, a uscire confermata in modo talmente clamoroso da risultare osceno sarebbe la volontà, neppure dissimulata ma esplicita, di confezionarsi una legge elettorale come un abito di sartoria tagliato su misura per gli interessi del governo in carica”. Lo scrive sui social il deputato del Partito democratico.

“Con buona pace di padri e madri costituenti – aggiunge -, delle ‘regole’ che vanno scritte assieme e non con colpi di mano, e di tutto il corollario che ha scortato la falsa retorica utilizzata nei mesi passati sulla nuova legge elettorale concepita per dare stabilità al paese nell’interesse degli italiani”. “Conclusione? Il vero problema è che la classe dirigente che guida questa destra è ostinatamente ipocrita e bugiarda e questo rappresenta un danno e un pericolo per la qualità della nostra democrazia. Buona domenica e un abbraccio”, conclude Cuperlo.

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