Un’azione integrata per promuovere la cultura dell’ambiente, incentivare buone pratiche e guidare il territorio verso i traguardi dell’Agenda 2030. Tra le priorità emergenti vi è la volontà di diffondere una maggiore consapevolezza della sostenibilità ambientale, coinvolgendo in modo trasversale la società civile: cittadini, studenti, imprese, enti locali e stakeholder territoriali.
L’intesa punta inoltre a incentivare la prevenzione della produzione di rifiuti, la riduzione degli sprechi e il potenziamento delle attività di riuso, riciclo e recupero di materia. Un accento fondamentale viene posto anche sulla tutela delle risorse naturali, con un focus particolare sull’uso consapevole e responsabile della risorsa idrica. Sono questi alcuni degli obiettivi del Protocollo d’Intesa tra l’Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti in Campania (ORGR) e Alto Calore Servizi S.p.A.
A firmare il documento, questa mattina nella sede della Regione in via Liguorini, sono stati il presidente dell’ORGR, senatore Enzo De Luca, e l’amministratore unico di Alto Calore Servizi, Alfonsina De Felice, accompagnati dal direttore generale della Regione Campania, Antonello Barretta, e dal nuovo direttore della società di Corso Europa, Pasqualino Ruggiero.
Per De Luca il punto di partenza deve essere sempre e comunque il rispetto delle regole. Ma non basta bisogna costruire una consapevolezza diffusa dell’emergenza ambientale. L’educazione, in questa prospettiva, diventa il principio cardine di una gestione ambientalista che non può limitarsi alla repressione, ma deve tradursi in una collaborazione concreta da parte dei cittadini.
Il senatore sottolinea la necessità di mantenere alta la guardia da parte di tutti: “Ho partecipato a un incontro la settimana scorsa, nella Terra dei Fuochi, e hanno chiesto all’Osservatorio una collaborazione. Martedì ci sarà un incontro con il prefetto di Napoli, Michele di Bari. L’obiettivo, mi ha confermato il commissario unico nazionale per la bonifica della Terra dei Fuochi, generale Giuseppe Vadalà, è evitare che i reati ambientali, per effetto dei controlli delle forze dell’ordine, dall’area Napoli-Caserta possano spostarsi verso le aree interne, con discariche incendiate e quanto altro”.
De Luca chiarisce che il protocollo può costituire uno strumento di prevenzione fondamentale. La questione ambientale, secondo il senatore, va affrontata insieme: un impegno che coinvolga istituzioni, cittadini, mondo della scuola, politica e partiti che «troppo spesso sono distratti». Da qui l’importanza delle iniziative rivolte alle giovani generazioni: “Partiamo da Mugnano, con don Giuseppe Autorino, rettore del Santuario di Santa Filomena”.
De Felice rimarca che la tutela della risorsa idrica passa inevitabilmente anche dalla capacità di rendere più efficiente il servizio. Sul fronte Alto Calore, sottolinea l’importante lavoro per il risanamento dei conti dell’azienda e per un cambio di paradigma organizzativo e culturale che parte dal personale, puntando in particolare sui giovani under 35, considerati una risorsa fondamentale per accompagnare l’azienda nel processo di digitalizzazione e adeguarla ai tempi. Un rinnovamento che, nella sua visione, può trasformarsi in un vantaggio per l’azienda e contribuire al percorso di uscita dal concordato.
La manager annuncia inoltre una proposta a cui lavora da tempo: il riconoscimento come patrimonio universale UNESCO del bacino acquifero Irpino-Sannita. “Può essere la chiave di volta per rilanciare il territorio in una dimensione meno emergenziale, ma come architettura della vita”, spiega De Felice, definendolo un atto di responsabilità collettiva e, insieme, una grande opportunità per il territorio.
“Il bacino – ricorda – raccoglie i grandi acquiferi naturali e le sorgenti storiche, luoghi che da secoli rappresentano non solo risorse vitali, ma veri e propri catalizzatori di insediamenti umani e di storia, senza contare le infrastrutture ingegneristiche realizzate tra la fine dell’800 e il corso del ‘900 (inclusa la rete storica nata nel 1838). Si tratta di uno dei più grandi complessi idrici d’Europa, un bene di valore universale straordinario secondo gli standard UNESCO”.
Il riconoscimento, spiega De Felice, potrebbe rappresentare uno strumento per accrescere la sensibilità dei cittadini sulla tutela e sull’utilizzo della risorsa idrica e per attrarre investimenti, “un volano per il miglioramento nell’utilizzo dell’acqua, delle infrastrutture idriche e dell’intero territorio del Mezzogiorno, in un’epoca segnata dalla crisi climatica globale. I vantaggi, qualora si riuscisse a ottenere il riconoscimento, sarebbero illimitati: una regia istituzionale allargata, l’accesso ai fondi di tutela internazionale e un incentivo concreto per il risanamento ambientale”.
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