AVELLINO – Ci sono esistenze che non si misurano semplicemente attraverso il sommarsi dei giorni, ma per l’intensità e il valore del dovere compiuto. Quella del Luogotenente Carmine Ciardiello è, senza ombra di dubbio, una di queste storie straordinarie. Una vita intera trascorsa con totale abnegazione al servizio della collettività e dello Stato italiano, indossando ogni giorno con profonda fierezza la storica uniforme dell’Arma dei Carabinieri. Già insignito in passato del titolo di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, per il Luogotenente è giunto il momento del riconoscimento più alto, formale e solenne che la nazione possa tributare a un militare: il conferimento della prestigiosa Medaglia al Merito di Veterano della Difesa.
L’importante onorificenza è stata sancita nel corso di una toccante e sentita cerimonia istituzionale tenutasi presso la caserma del Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino. In un’atmosfera carica di rispetto e viva emozione, il militare ha ricevuto il diploma d’onore e il cammeo celebrativo direttamente dalle mani del Comandante Provinciale, il Colonnello Angelo Zito. Questo formale attestato giunge a suggellare e dare il giusto merito a oltre trentasette anni di servizio effettivo nell’Arma, caratterizzati da una dedizione incondizionata che non ha mai conosciuto cedimenti o esitazioni.
Il documento ufficiale che accompagna l’onorificenza non si limita a fredde formule burocratiche, ma traccia in una prosa quasi lirica e poetica i contorni di una carriera fuori dal comune. Tra le righe del diploma si ricorda chiaramente come questo premio non sia soltanto un pezzo di metallo prezioso da appuntare orgogliosamente sul petto durante le parate. Al contrario, essa rappresenta il simbolo tangibile di un lunghissimo cammino costellato di enormi sacrifici personali: anni fatti di notti insonni passate a vigilare sulla sicurezza altrui, di interminabili ore di pattuglia sotto la pioggia battente, nel freddo pungente dell’inverno o nel caldo asfissiante, sostenuti sempre dal calore dell’affetto per la propria terra e dalla forza immutabile di quel giuramento di fedeltà gridato da giovani, un giuramento sacro che non si tradisce mai.
Il testo del verbale prosegue sottolineando come un tributo così doveroso spetti di diritto soltanto a coloro che hanno offerto la propria giovinezza e la propria maturità alle istituzioni; a chi, avendo superato di gran lunga i venticinque anni di servizio attivo, ha donato più di un quarto di secolo della propria esistenza alla tutela della Bandiera tricolore. È il giusto premio per chi oggi, guardando al passato con gli occhi lucidi per l’emozione ma con l’animo sereno e senza affanni, può finalmente accogliere la sua meritata gloria, vivendo quella che poeticamente viene definita la “sua primavera” della vita.
La medaglia fisica stessa, nella sua raffinata manifattura, riflette appieno la solennità e l’importanza delle parole scritte sul diploma. Si tratta di un tondo perfetto in argento brunito dal diametro di quaranta millimetri. Sulla parte frontale della medaglia campeggia l’emblema ufficiale della Repubblica Italiana, circondato dalle incisioni «VETERANI DELLA DIFESA» e dalla dicitura «SERVIZIO E FEDELTÀ / ITALIA». Sul retro, invece, si trova una delle immagini più suggestive e cariche di significato simbolico: la raffigurazione di una fiaccola accesa che viene passata delicatamente dalle mani nodose di un militare anziano a quelle tese di un giovane commilitone. Questo bassorilievo è accompagnato dalle tre parole che costituiscono i pilastri e i cardini etici della vita militare: Memoria, Servizio, Onore. Il prezioso manufatto è sorretto da un elegante nastro di seta che unisce cromaticamente i colori istituzionali delle Forze Armate, impreziosito al centro da due sottili filetti dorati che brillano alla luce, ricordando la lucentezza di quel primo e indimenticato giuramento.
Nel corso del suo discorso durante l’incontro, il Colonnello Angelo Zito ha voluto rimarcare con forza il profondo valore etico dell’onorificenza. Questo premio è stato istituito dallo Stato proprio come frutto tangibile dell’impegno del Governo nel rispondere alle necessità e al rispetto che ogni singolo Veterano merita per i propri trascorsi. Il Comandante ha precisato che tale medaglia rappresenta la voce di un’intera nazione, l’immagine di un’Italia che finalmente si volta indietro e dice un immenso e sincero «Grazie, per averci difeso». La giornata di massima celebrazione per tutti questi servitori dello Stato ricorre ufficialmente l’11 di Novembre, una data simbolica in cui la penisola idealmente si ferma e si raccoglie in un silenzio rispettoso, per onorare e ricordare tutti coloro che hanno servito la patria con onore, lealtà e senza mai un solo istante di indugio o di dubbio.
Tuttavia, come è stato ricordato nei passaggi più significativi della cerimonia, il legame profondo che unisce un Carabiniere alla sua caserma, ai suoi colleghi e al territorio di competenza non si spezza mai, rimanendo per sempre indissolubile. Un vero Veterano dell’Arma, infatti, non va mai realmente in congedo assoluto; egli rimane per sempre, nell’animo e nei fatti, una sentinella ideale posta a difesa dei valori civili. Al Luogotenente Carmine Ciardiello sono giunti i più calorosi e vivi complimenti da parte di tutto il Comando, dei colleghi di ogni ordine e grado e dell’intera comunità irpina. Una cittadinanza che si dice fiera e orgogliosa di poter annoverare tra le proprie fila un cittadino così illustre, un uomo che rappresenta un esempio limpido, cristallino e intramontabile di totale abnegazione, sacrificio e assoluta fedeltà alla Patria.

