La Camera dei deputati ha approvato anche l’articolo 8 della proposta di legge di riforma elettorale, con 214 voti favorevoli, nessuno contrario e 126 astenuti da parte dei gruppi di opposizione. Il testo, identico a quello licenziato dal Senato, ha recepito l’estensione del diritto di voto fuorisede anche ai caregiver familiari.
Concluso l’esame degli articoli in terza lettura – limitato alle modifiche introdotte in seconda lettura e ‘blindato’ con tre voti di fiducia –.
Il voto finale per l’approvazione definitiva della riforma, ribattezzata dai media “Stabilicum” o “Melonellum”, è fissato per domani a partire dalle 12:30, a scrutinio segreto. Il nuovo sistema archivierà definitivamente il Rosatellum in vista delle prossime elezioni politiche.
Ecco una panoramica completa di tutti i punti chiave della nuova legge:
1. Sistema Proporzionale e Premio di Maggioranza
È previsto un premio di governabilità di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato (con un tetto massimo fissato a 220 deputati e 113 senatori). Verrà assegnato alla coalizione che otterrà almeno il 42% dei consensi.
Se nessuna forza o coalizione raggiunge la soglia del 42% (anche in una sola delle due Camere), i seggi verranno distribuiti con il proporzionale puro.
Restano le discipline speciali per Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige (con una ridefinizione dei collegi di Bolzano).
Nel testo originario dei partiti di centrodestra era previsto anche il ballottaggio, che è stato successivamente cancellato.
2. Preferenze, Capilista e Sbarramenti
Addio ai collegi uninominali: si passa a un sistema basato su listini circoscrizionali per il premio e liste con preferenze.
Le preferenze: sulla scheda si potranno esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere, votando all’interno di una lista di sei candidati (dalla seconda posizione in poi, essendo il capolista bloccato).
I candidati inseriti nel listino per il premio devono essere candidati anche come capilista.
Le soglie di sbarramento restano fissate al 10% per le coalizioni e al 3% per le liste singole o coalizzate. È previsto un meccanismo di ripescaggio per la prima lista coalizzata rimasta sotto il 3%. I voti delle liste collegate sotto il 3% concorreranno comunque alla determinazione della cifra elettorale nazionale della coalizione.
3. Raccolta Firme e Nuovi Partiti
Stretta per le nuove forze: Per i partiti che non hanno gruppi o componenti in Parlamento, il numero di firme da raccogliere per collegio sale da 1.500 a 6.000 (circa 450.000 firme in totale).
Le agevolazioni: Chi ha già un gruppo o una componente in almeno una Camera dovrà raccogliere 1.500 firme per collegio. Sono totalmente esonerati i partiti con un gruppo in entrambe le Camere alla data del 31 dicembre 2025. In caso di elezioni anticipate, le firme richieste saranno dimezzate.
4. Circoscrizione Estero
Le ripartizioni geografiche della circoscrizione Estero vengono ridotte e semplificate:
Alla Camera passano da quattro a due (Europa, compresi i territori asiatici di Russia e Turchia; e un’unica grande area per Americhe, Africa, Asia, Oceania e Antartide).
Al Senato viene creata un’unica circoscrizione Estero (definita dalle opposizioni “Circoscrizione mondo”).
Agevolazioni sulle 500 firme per circoscrizione sono previste per i partiti già rappresentati in Parlamento o con un seggio nella legislatura in corso.
5. Indicazione del Premier
Le liste e le coalizioni avranno l’obbligo di indicare nel programma elettorale il nome del candidato alla presidenza del Consiglio (pena l’inammissibilità). Il nome non comparirà sulla scheda elettorale. La norma ha suscitato le critiche delle opposizioni, che l’hanno definita un “premierato camuffato” e “incostituzionale”.
6. Voto Fuorisede Esteso ai Caregiver
Il voto fuori sede viene reso possibile per chi si trova temporaneamente domiciliato in un’altra regione da almeno 9 mesi (ridotti a 3 mesi per motivi di cure mediche), previa iscrizione in un apposito registro entro 30 giorni dalla maturazione dei requisiti e almeno 45 giorni prima del voto. Nel passaggio al Senato, il perimetro è stato allargato estendendo il diritto anche ai caregiver familiari che assistono persone in difficoltà in una regione diversa da quella di iscrizione elettorale.

