– di Egidio Leonardo Caruso–
Sabato scorso si è tenuta l’inaugurazione del nuovo MAV, Museo Archeologico Villamaina, con la partecipazione sia degli alunni della scuola primaria, che di alcuni istituti altirpini della scuola secondaria, circa duecento i ragazzi presenti, mentre nel pomeriggio è stato lasciato spazio al pubblico adulto, la cittadinanza, i visitatori, insieme ad appassionati e studiosi
L’idea che ha portato alla costituzione del MAV più specificamente nella sua denominazione latina, Museum Valles Ansante << ha spiegato il primo cittadino Nicola Trunfio>> è stata quella di creare all’interno della Valle d’Ansanto, che si caratterizza per tutta una serie di fenomeni naturali di origine gassosa, solforosa della Mefite, delle mefitinelle e del termalismo, un luogo capace di raccontare tutto questo.
Abbiamo a disposizione un cospicuo patrimonio archeologico, che a Villamaina era già ospitato parzialmente in un deposito museale, incrementato con altre donazioni nell’ultimo quinquennio, l’occasione rappresentata dai fondi PNRR <<approfittando di un bando che concedeva in un’ottica di abbattimento delle barriere architettoniche, la possibilità di riorganizzare i musei>>, permettendoci così di riportare il museo già intitolato allo storico locale Paolino Macchia, nel fabbricato dell’Antica Taverna che sorge sulla Domizia, godendo di spazi molto ampi, <<beneficiando di un finanziamento del MIC, di circa cinquecentomila euro>>.
“Il punto di forza del complesso museale è rappresentato dalla comunicazione e dall’attenzione all’inclusività, rivolta alle scolaresche e ai turisti, l’obiettivo primario è la rimozione di ogni ostacolo, utilizzando al meglio le potenzialità rappresentate dalla molteplicità di linguaggi espressivi a disposizione: modelli 3D, scritte in Braille, percorsi Loges e tattili, con il LIS ad accompagnare ogni racconto. Divenendo il vero cuore pulsante delle comunità nel senso più ampio del termine, quindi non solo un luogo in cui è custodito un passato glorioso, ma dove è possibile riscoprire le proprie radici, per costruire un futuro condiviso, capace di raccontare tutti i reperti che sono scansionati. Abbiamo anche creato una app, un sito web, dei totem, una sala immersiva e degli Avatar di figure storiche: Virgilio, la Dea Mefite, il Guerriero Osco, l’animale totemico Hirpus, il lupo che guidò gli Irpini nella terra di mezzo.
Contestualmente abbiamo inaugurato anche la mostra archeo-artistica, con artisti, scultori, pittori, ceramisti, che visitando il museo hanno preso spunto, rielaborandone i reperti sotto forma di opere d’arte, il tema su cui hanno lavorato dal titolo: La Valle e la Dea,<< realizzato attraverso un finanziamento regionale>> che ha sostenuto questo evento, attorno al quale poi abbiamo ideato un concorso, cui hanno partecipato ventidue artisti, che con le loro opere ispirate ai ritrovamenti archeologici nella Valle d’Ansanto, hanno reinterpretato in chiave moderna i messaggi del passato: la Dea, la Valle, la fecondità, la terra, la religiosità, la natura. Tutti temi della cultura classica che oggi stanno ritrovando spazio anche in chiave cinematografica, penso ad esempio: l’Odissea di Nolan, ad Avatar. Il cui tema è il recupero del rapporto primordiale con madre natura, intesa come un bene da preservare”.
“Ottima anche l’affluenza complessiva registrata, con circa quattrocento persone, inoltre è stato messo in piedi un cartellone di appuntamenti nel week-end a cura dell’Associazione Culturale Caracciolo, che in forma puramente volontaria, gestirà le produzioni, gli ingressi. Andremo avanti fino alla prossima primavera con visite gratuite per le scolaresche, con specifiche attività dedicate, mentre la mostra resterà ancora visitabile almeno per un altro mese, fino alla prima settimana di dicembre”.
“Frutto di scavi archeologici fatti all’indomani del terremoto, donazioni, una raccolta fatta tra l’80’ e il 90’ da Vincenzo Caputo scultore del luogo, che ha donato il corpus principale delle opere del MAV, ricerche svolte da appassionati, come lo scultore Alessandro Battaglino, scomparso qualche anno fa, famiglie, professionisti. Si tratta di un corpus estremamente vario di opere, che però ha una caratterista molto particolare, parliamo di un museo archeologico di epoca romana, ellenistica, sannitica e irpina, con reperti compresi tra il IV secolo a.C. e il III secolo d.C. La volontà è quella di superare inutili campanilismi, il Museo delle Valli d’Ansanto si inserisce in una visione più ampia, all’interno della valorizzazione della Via Appia al centro come strada che attraversava l’Irpinia, <<sappiamo che il sito della Mefite fu percorso da Cicerone, da Virgilio che lo cita nell’Eneide>> proprio per questo il nostro obiettivo, resta quello di ragionare insieme con Mirabella e gli altri comuni, per realizzare un’offerta storico-archeologica-turistica Made in Hirpinia, immaginando che dopo la visita all’Area Archeologica di Aeclanum ,il turista possa raggiungere la Mefite, Villamaina e perché no, anche Carife”. “Colgo l’occasione per ringraziare il ministro Giuli per l’attenzione che sta riservando alle aree interne, visitando il sito della Valle d’Ansanto, e condividendo l’idea stessa del museo, c’è grande sensibilità anche per quanto riguarda i bandi per biblioteche e librerie, prevedendo forme di premialità, al contrario di quanto ha fatto e sta facendo il Governo Regionale, limitandosi allo strumento dei POC.
La creazione di una struttura museale fortemente radicata nei territori della Valle d’Ansanto, connessa agli altri luoghi e località limitrofe, rafforza ancor di più la necessità di una viabilità efficiente per raggiungere i numerosi siti d’interesse paesaggistico, storico-artistico-ambientale e turistico di straordinario valore, in tempi brevi, altrimenti c’è il serio rischio di rendere vani gli sforzi per costruire e garantire crescita e sviluppo”. Sullo stato di abbandono in cui versa ad oggi la Contursi-Lioni-Grottaminarda, voglio dire chiaramente che: “rispetto a questa infrastruttura da tutti ritenuta strategica, i dieci anni di Governo Regionale De Luca sono stati fallimentari, i primi mesi del Governo Fico paiono proseguire nella stessa direzione, al netto della buona volontà, non c’è nessuna svolta. Spero vivamente che questo anello viario di vitale importanza, entri nelle cure del Governo Nazionale, anche mediante l’individuazione di un Commissario ad acta”.


