Da Rione Parco a via De Venuta, da Quattrograna a Valle: la triste storia delle case popolari di Avellino è fatta di alloggi fatiscenti, di centinaia di famiglie in attesa di un’assegnazione, di palazzi costruiti ma poi lasciati vuoti in balìa del maltempo e dei vandali, ma ancora più triste è la somma accantonata dal Comune per far fronte a questa situazione disastrosa: 35mila euro annui. “E’ questo il fondo cassa che ho trovato al momento del mio insediamento” dice l’assessore alle Politiche Abitative Giancarlo Giordano, tanto che sia questa mattina, nel corso del Question Time in consiglio comunale, che nei giorni scorsi nella VII Commissione consiliare presieduta dalla consigliera Rita Iannaccone, ha rivolto un appello bipartisan a tutte le forze politiche presenti in Assise: “Lavoriamo insieme per chiedere e ottenere maggiori fondi”.
LE RISORSE
In particolare questa mattina l’assessore Giordano ha risposto alle sollecitazioni arrivate dai banchi della minoranza con il consigliere Alberto Bilotta: “35mila euro di competenze l’anno – ha ribadito Giordano – è una cifra risibile, visto che dovrebbero servire per la manutenzione di tutti gli alloggi popolari di Avellino. Come possiamo fare allora? Innanzitutto procedendo insieme, maggioranza e opposizione, rendendo centrale il tema di queste centinaia di famiglie, riformando il settore e affidandogli una capacità di spesa che oggi non ha. Vi chiedo uno sforzo comune”.
LE INTENZIONI
Nelle intenzioni dell’assessorato c’è la rimessa in funzione dell’Osservatorio sulla Casa e la riorganizzazione della macchina amministrativa con un maggiore collegamento tra i vari settori, perché – come ha spiegato Giordano – si vanno a toccare i problemi delle famiglie più bisognose, che non sono legati semplicemente alla casa, ma vanno contestualizzati in una dimensione sociale e lavorativa: lo scopo dell’azione amministrativa deve essere quello di farsi carico del singolo problema non solo per tamponarlo, ma per risolverlo, accompagnando magari quella famiglia in un percorso che nel giro di qualche anno la porti magari a non avere più bisogno nemmeno dell’alloggio popolare. Ma servono risorse adeguate.

