“Ricordare la brevità della nostra vita, per scongiurare i deliri di onnipotenza a cui assistiamo sul piano internazionale”. È il messaggio lanciato dal vescovo di Avellino, Arturo Aiello, in occasione della commemorazione dei defunti in Cattedrale, alla presenza del sindaco di Avellino, Nello Pizza, di esponenti della giunta, del prefetto Franca Fico, di Katia Renzulli in rappresentanza della Provincia di Avellino e dei rappresentanti delle forze dell’ordine: “La certezza della morte ci insegna che nessuno può ergersi a eterno. L’eterno è uno solo, è Dio che ci promette l’eternità. Il ricordo va a quanti prima di noi hanno affrontato la fatica e la gioia di vivere; preghiamo per loro, ma chiediamo anche la loro preghiera per noi, per le nostre famiglie, per questa città, per l’Italia e per il mondo, di cui abbiamo appunto tutti estremo bisogno”.
Cita David Maria Turoldo e spiega come “il 2 novembre siamo chiamati a confrontarci con la morte; oggi non dialoghiamo solo con i morti, ma facciamo i conti con la morte come evento che è parte stessa della vita. La morte smaschera le illusioni, i deliri di onnipotenza dei grandi della Terra, che sanno di squallore. Oggi preghiamo per i morti sperando che un giorno qualcuno si ricordi di noi. Poiché la morte continua ad essere la grande assente dalle nostre vite: un tempo venivamo educati alla morte fin da bambini, oggi non è più così”.
E sul difficile momento che vive il Paese: “Il mio è il pensiero di tutti: la guerra la fanno gli altri, però arriva sui nostri conti. È una cosa terribile, ma è bene dirla, perché non ci troveremmo in queste condizioni se ci fosse un abbraccio di pace nel mondo; invece ci sono guerre che puntualmente incidono sui conti della massaia”. Ed esorta all’unità, un messaggio che arriva proprio dal ricordo dei defunti: “È questo che ci ricordano anche i nostri defunti. Separarci in questo momento significa fare una guerra tra poveri, mentre è necessario ricercare l’unità, anche per rendere la nostra voce più forte nei confronti di chi ha il potere di abbassare il costo della vita, che sta diventando sempre più insopportabile”.
Non dimentica i giovani: “Sono disorientati a causa nostra, vanno sostenuti nelle loro idealità, ma non vanno incoraggiati quando queste proteste, dal pensiero e dalla parola, scadono in gesti di violenza. E in questo, ‘non laudo’, dice San Paolo. Quindi i giovani sono una sorta di antenna per noi: queste antenne si agitano prima che noi adulti, noi anziani, ce ne accorgiamo. È un messaggio che va colto, ripeto, nel rispetto, ovviamente, dell’incolumità degli altri”.
A sottolineare la valenza di cui si carica la commemorazione è anche il sindaco Nello Pizza: “È un momento importante per la comunità, un momento di preghiera e raccoglimento nella consapevolezza che i defunti vanno onorati sempre”.




