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Era una tiepida giornata di primavera. L’appuntamento era a Vico Equense. Lì, tra i limoneti illuminati da filtranti raggi di sole, nell’abitazione che scrutava il mare di Sorrento ad attenderci Manlio Rossi Doria. Il grande vecchio del meridionalismo. L’amico di Guido Dorso, Vittore Fiore e di tante altre voci nel deserto del meridionalismo dell’attesa. Il Professore era sull’uscio ad attenderci. Qualche giorno prima ci aveva chiesto di accompagnarlo nei paesi dell’Alta Irpinia, ancora invasi dalle macerie di quella malanotte del 23 novembre 1980. Fu così che con Nacchettino Aurigemma, indimenticato maestro di giornalismo del Mattino, cominciammo quel viaggio-lezione che ci consegnò un Mezzogiorno vissuto all’insegna della speranza sospesa. Fra tutti, il fatto che ci meravigliò maggiormente accadde inerpicandoci su una collina di Senerchia, a confine tra l’Irpinia e il Salernitano. Lì, davanti ad una capanna di zinco, era seduto un anziano artigiano che tra le mani i fili di pagliuzza scandiva le ore che trascorrevano, riparando una vecchia sedia imbiancata dalle polveri del disastro. Nel vederci si alzò di scatto e avvicinando Manlio Rossi Doria esclamò: Professore, è straordinario rivedervi qui. Ecco. Fra tutti coloro che incontrammo in quel giorno, solo qualcuno gli si rivolgeva con l’appellativo di senatore (Era stato per due legislature eletto nel collegio dell’Alta Irpinia con il Partito socialista), Quasi tutti gli si avvicinavano chiamandolo Professore. Già. Rossi Doria veniva nella coralità riconosciuto come l’amico della terra mortificata, il suggeritore di consigli di un’agricoltura povera, ma dignitosa, il solitario sognatore di un’avvenire agricolo, geloso custode della civiltà contadina. Martedì prossimo, 5 giugno, saranno trenta anni dalla sua scomparsa. Ricordarlo oggi, mentre si è insediato un governo a trazione leghista, mi è sembrato non solo un omaggio alla memoria, ma anche il doveroso richiamo a non dimenticare le sue grandi battaglie per un Sud che, come ieri, è ancora sospeso tra assistenzialismo e sviluppo.

di Gianni Festa edito dal Quotidiano del Sud

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