L’Europa sulla soglia, sospesa tra la crisi delle identità e il rischio di un declino della civiltà. È il tema al centro della presentazione di Abgrund. Il tramonto dell’identità europea. Kafka, Mann, Musil, il volume di Alberto Granese, ordinario dell’Università di Salerno, in programma martedì 13 ottobre, alle ore 10.30, nell’Aula delle Lauree “Nicola Cilento” dell’ateneo salernitano.
Un appuntamento che propone una riflessione sulle trasformazioni culturali e sulle contraddizioni della società contemporanea, attraverso un percorso che intreccia letteratura, filosofia e analisi dell’identità europea. Il sottotitolo scelto per l’iniziativa, Crisi delle identità o declino di civiltà?, restituisce il senso di un interrogativo che attraversa il dibattito culturale: comprendere se le difficoltà dell’Europa siano espressione di una crisi dei riferimenti identitari o il segnale di una più profonda trasformazione del suo modello di civiltà.
Nel volume, Granese affida alla letteratura di Franz Kafka, Thomas Mann e Robert Musil una chiave di lettura privilegiata per indagare le inquietudini della modernità e le fratture che hanno segnato la coscienza europea. Le opere dei tre grandi autori diventano così strumenti per interrogare il presente, tra smarrimento dei valori, fragilità delle certezze e difficoltà di riconoscersi in una storia comune.
La presentazione si aprirà con i saluti istituzionali di Virgilio D’Antonio, rettore dell’Università di Salerno; Carmine Pinto, direttore del Dipartimento di Studi umanistici; Domenica Falardo, per la sezione di Italianistica; Vincenzo Salerno, del Centro Gatto; e Carlo Santoli, per la rivista Sinestesie.
A coordinare i lavori sarà Rosa Giulio, dell’Università di Salerno. Interverranno Luca Marcozzi, dell’Università Roma Tre, e Sebastiano Martelli, dell’Università di Salerno. Le conclusioni saranno affidate all’autore, Alberto Granese.
L’incontro si annuncia come un’occasione di approfondimento e confronto sul ruolo della cultura e della letteratura nella comprensione delle trasformazioni europee. Un invito a interrogarsi sulle radici della crisi contemporanea e sulla possibilità di ritrovare, attraverso il pensiero critico e la memoria culturale, nuove coordinate per interpretare il futuro del continente.

