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La politica degli spot pubblicitari?

La politica deve risolvere i problemi della gente, non inventandoli ad arte per strumentalizzarli; non creando, volta per volta, il nemico di turno, e propagandarli come se si stesse in continua campagna elettorale anche quando si sta al Governo del Paese. Cosa stanno facendo Salvini e Di Maio se non propaganda, ognuno per sé facendo a gara per rubarsi la scena, con il povero Conte, costretto a reggere il moccolo ora all’uno, ora all’altro e dando l’impressione di contare come il due di coppe nella briscola? Per lo sbarco dei 67 emigranti dalla nave della marina italiana, Diciotti, è dovuto intervenire il Presidente Mattarella, con “stupore e rammarico” dell’onnipotente Salvini! Ha scritto sul Corriere: “Avevo chiesto l’accertamento delle responsabilità. E ieri sono scattati i fermi.” In verità aveva proibito lo sbarco e chiesto che i migranti fossero scesi in manette! Con i 450 migranti, fermi in acque italiane su navi italiane, ha avuto più successo perché Malta, Francia e Germania ne prenderanno 150, facendogli scrivere che: “Di sicuro non siamo più un Paese colabrodo” e vantandosi che gli sbarchi sotto di lui sono stati solo di 3.716 persone, mentre nel periodo corrispondente dello scorso anno (con Minniti) ne furono 3.716, dimenticandosi di dire che con i suo predecessore gli sbarchi diminuirono dell’80%. Ha dimenticato pure di dire che i morti in mare sono notevolmente aumentati. La propaganda continua e la telenovela pure, perché ogni giorno c’è uno tentativo di sbarco!  I ministri dovrebbero stare quanto più possibile in silenzio e lavorare per creare le condizioni per la soluzione dei problemi invece di stare a twittare 20 volte al giorno, a fare comizi, scrivere lettere ed enfatizzare provvedimenti che non si sono ancora concretizzati.  Magari scrivendoli meglio come il famoso decreto Dignità che è stato fermo ben undici giorni perché approvato senza la previsione dei finanziamenti dei minori introiti, come previsto dalle norme (art.81 della Costituzione) altro che “pastoie burocratiche”, aggiunte malevoli o “complotti” come sostiene Di Maio!

Finora di fatti se ne sono visti pochini; di annunci tanti e di promesse, quasi tutte irrealizzabili per mancanza di risorse, si continua a rimanere nel campo del vago. Della politica economica nessuna traccia se non le parole del Ministro Tria, che confliggono platealmente con quanto prevede il “contratto” giallo verde e le esternazioni del duo Salvini/ Di Maio. Si ricomincia daccapo per ogni cosa anche se il passato non è sempre tutto da cancellare come nella questione dell’Ilva di Taranto per la quale il tempo sta per scadere.

Appaiono gravi, nella loro esemplarità, i due argomenti, uno per parte, sui quali si continua a fare propaganda. Salvini batte la grancassa dell’emergenza emigrazione (che oggettivamente non lo è più da oltre un anno con la drastica riduzione degli sbarchi) che per lui è sempre il più grande problema che assilla gli italiani, oltre a quello dei Rom, e che vuol risolvere battendo i pugni sul tavolo, in sede europea, ed alimentando la paura. La faccenda della nave italiana ferma nel porto di Trapani, per la quale è dovuto intervenire il Presidente Mattarella è da manuale, per cinismo, arroganza, ignoranza delle leggi, possibile conflitto istituzionale, delirio di onnipotenza e invasione in campi e settori che non gli competono.  Dei 600.000 migranti illegali da espellere – come promesso in campagna elettorale-non parla più Invece, pare che ne debba prendere altri 50.000 che gli vuole rifilare la Germania!

Quanto a Di Maio, il suo candore è sconcertante. Il suo decreto Dignità sarà riscritto in Parlamento, anche con la reintroduzione dei Voucher e le norme sul lavoro che non vuole l Lega che rappresenta le piccole e medie imprese del centro nord. Il suo reddito di cittadinanza è di là da venire e non può essere finanziato dalle previsioni della crescita del PIL, peraltro, corretto al ribasso da Bruxelles e dalla Banca d’Italia! Per ora si accontenta dell’abolizione dei Vitalizi, (che, invece, è stata fatta dal Governo Monti nel 2012 introducendo il calcolo dei contributi versati!) brindando, con indubbio gusto, in piazza. L’operazione fatta, alla sola Camera dei deputati, riguarda il ricalcolo dei vitalizi già in pagamento ai soli ex deputati, molti ottantenni e novantenni, che subiscono una riduzione anche notevole. La norma tocca diritti acquisiti e mostra disparità di trattamento tra deputati e senatori; fa risparmiare pochi milioni di euro. Si annunciano molti ricorsi per incostituzionalità, per i quali si dovranno pagare spese legali ed ha il solo scopo di una propaganda cinica e giacobina, da piazza con spumanti e palloncini, con il risultato di eccitare le masse contro la casta e la politica della quale anche loro fanno parte. “O tempora o mores!” scriveva Cicerone!

di Nino Lanzetta edito dal Quotidiano del Sud

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