Il ministero della Giustizia escludo dal processo per la morte di Paolo Piccolo, il detenuto di 26 anni pestato nel carcere di Bellizzi Irpino e morto dopo circa un anno di agonia. Lo ha deciso questa mattina il gup del tribunale di Avellino Antonio Sicuranza, al termine dell’udienza preliminare: nel capo di imputazione non risultano responsabilità dirette di appartenenti al dicastero.
Il giudice ha accolto la tesi dell’avvocato Antonello Membrini, per l’Avvocatura dello Stato. Senza responsabilità dirette contestate, ha sostenuto il legale, il ministero non può essere chiamato nel procedimento. La parte civile potrà comunque rivolgersi al tribunale civile, con ogni probabilità a conclusione del processo penale.
In aula è stato sentito anche il perito incaricato di valutare la capacità di partecipare al processo di due dei dieci imputati. Per uno la capacità è risultata parzialmente scemata, per l’altro no. Il gup ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata da entrambi, già negato a tutti gli altri. L’omicidio è aggravato dalla crudeltà, circostanza che prevede l’ergastolo, e per questo non può essere giudicato con il rito alternativo.
Nel pomeriggio il gup deciderà sulla richiesta della Procura di Avellino, rappresentata in aula dal pm Chiara Guerriero, di mandare a processo i dieci imputati. Sette sono raggiunti da una misura cautelare con l’accusa di omicidio aggravato di Piccolo, morto il 18 ottobre 2025. Altri tre sono già stati condannati in primo grado, con il rito abbreviato, per tentato omicidio.

