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Neppure il documento di economia e finanza ha segnato una tregua nel vistosissimo deterioramento dei rapporti all’interno della maggioranza di governo. I suoi partner sono occupati nell’ottenere soldi e misure per tornaconto elettorale ma non riescono a mostrare una comune visione dei problemi del Paese. A rendere sempre più compicata e difficile la convivenza tra i due sottoscrittori del contratto di governo sono le eccessive diversità politiche, non esorcizzabili da alcun patto formale, e il crollo della fiducia reciproca, se mai vi è stata. Con due non secondari imprevisti. Il continuo, conclamato peggioramento della situazione economica del Paese, che rende non solo più difficili le manovre governative, ma anche più improbabili le promesse fatte. E l’esasperazione di Tria, sottoposto anche a inammissibili pressioni personali. Intanto, il gravissimo episodio che lo ha riguardato non può essere archiviato come casuale. Sono stati tirate in ballo vicende di familiari e collaboratrici proprio nel momento in cui si intensificavano le pressioni sul ministro per la firmare dei decreti di attuazione di alcuni provvedimenti. Una concomitanza sospetta, che negli ambienti parlamentari è stata attribuita a qualche interessata “manina”alleata che avrebbe soffiato indiscrezioni alla stampa. Una manovra intimidatoria che dimostra il gravissimo decadimento del costume politico. Giustamente maldigerita dall’interessato. E aggravata dalla improvvide (o volute?) dichiarazioni di esponenti governativi. Del sottosegretario alla Presidenza Giorgetti che ha denunciato l’esistenza di dossier pentastellati su tutti i leghisti. E di un sottosegretario M5S che ha smentito che quanto accaduto fosse stata una iniziativa dell’intelligence pentestellata (confernandone indirettamente l’esistenza!). Non tranquillizza certamente anche la multa inflitta dal garante delle comunicazioni a Casaleggio per la vulnerabilità della piattaforma digitale “Rousseau” per non aver garantito l’esclusività degli accessi e la segretezza del voto degli iscritti. Anzi, le voci su presunti partecipanti alle votazioni che non corrisponderebbero a persone realmente esistenti – si è parlato di un presunto medico campano – hanno allarmato di più gli animi. Esse hanno acceso nuove ombre e gettato sospetti ulteriori sulle tante opacità dei criteri di selezione del M5S. In questo clima ormai può succedere di tutto, perchè dai sospetti non si salva più nessuno. E Lega e M5S devono fare i conti con un elemento in parte nuovo. Finora, sono riusciti ad evitare nei fatti di tenere conto del peggioramento dei principali indicatori economici, per non compromettere le loro speranze di sucesso alle europee. Ora, però, lo stesso Tria – che aveva accettato il rinvio di eventuali manovre correttive – sembra essere riuscito ad imporre numeri più aderenti alla vera situazione del Paese. Una linea che contrasta radicalmente con i propositi (e le pressioni) dei partner di governo di varare poco più di un semplice manifesto di intenzioni. Eun cambiamento che rischia di far deflagrare tutte le contraddizioni per un governo che finora ha scelto, in materia di politica economica, di non vedere e di non sentire! Con il non brillante risultato (annunciato però da tempo dagli elementi più attenti e moderati delle due formazioni) di trovarsi in un insidioso e pericolosissimo guado. Da esso sarà possibile uscire solo con una manovra lacrime e sangue che nessuno di loro ha voglia di fare o di firmare! La rapida escalation di accuse reciproche, non priva di insofferenze personali tra i due leader, appare ormai difficilmente riparabile, nonostante l’ottimismo del premier. E soprattutto poco credibile, considerata la stagione pre-elettorale. L’ultimatum di Salvini sul cambiamento di passo del governo equivale a una rivendicazione di primazia politica. E la velenosa accusa di deriva a destra rivolta alla Lega fa pensare a una virata moderata per un M5S (dimentico però delle sue contraddittorie alleanze in Europa) che ritiene di aver raggiunto il giusto punto di equilibrio tra ragioni ideali e necessità di governo. A quali altri scontri queste due posizioni distanti esporranno il Paese nelle prossime settimane?

di Erio Matteo

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