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Il governo Conte e il buonsenso nascosto

Il governo Conte continua la sua navigazione ma nonostante l’estate, la stagione del mare calmo, le acque dell’esecutivo sono sempre agitate. Non c’è una visione e nemmeno una prospettiva credibile. Si va avanti perché l’alternativa è solo il voto e al momento non è gradita agli attuali protagonisti. Vedere il governo all’opera in queste settimane è come sfogliare qualche pagina celebre dei Promessi Sposi.  Nel terzo capitolo del romanzo Manzoni descrive Renzo che va dall’avvocato Azzeccagarbugli portandogli in dono dei capponi che tiene in mano stringendoli per le zampe legate insieme e a testa in giù, ‘’con le povere bestie le quali intanto s’ingegnavano a beccarsi l’una con l’altra, come accade troppo sovente tra compagni di sventura’’. Quella dei capponi di Renzo è una chiara metafora della situazione attuale. Di Maio e Salvini che sono per diverse ragioni in difficoltà invece di essere solidali e di fare fronte comune si “beccano”, accusandosi a vicenda degli insuccessi, cercando di sfuggire alle responsabilità, di chiamarsi fuori anche se, come succede ai capponi,  ci sono dentro in pieno.  Divisi su tutto, dalle autonomie alla politica internazionale, alle priorità da inserire nella legge di bilancio, alla sicurezza, alla questione migranti, al Tav. Un qualsiasi governo sarebbe andato a casa ed invece questo esecutivo senza rotta procede. Non è la prima volta che ci sono governi litigiosi. Celebre la battuta pronunciata il 17 febbraio del 1991 dall’allora Presidente del Consiglio Giulio Andreotti “meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.  Andreotti pronunciò quelle parole in risposta a Ciriaco De Mita che aveva detto è meglio andare alle elezioni anticipate che tirare a campare. I tempi sono molto diversi. I partiti veri della Prima Repubblica non ci sono. Oggi le forze politiche sono movimenti che rispondono al Capo, non c’è dibattito interno e nemmeno una classe dirigente pronta a subentrare a chi oggi è al governo. Il PD è alle prese con i soliti problemi interni. Renzi rivendica i suoi risultati e scarica sugli altri responsabilità che sono soprattutto sue. Il cammino di Zingaretti è ancora lungo. Il risultato delle europee è un brodino ma ci vuole molto di più per tornare ad essere competitivi. Nonostante i modesti risultati le forze di governo continuano ad essere maggioranza. La Lega cresce nei sondaggi nonostante le inchieste russe. Salvini resta il leader più popolare. Come scrive il direttore di Repubblica Carlo Verdelli “la strategia della distrazione di massa per ora paga. L’uomo forte per un’Italia debole. Il paradosso piuttosto sconveniente per le sorti nazionali è che l’ulteriore rafforzamento della Lega passa per l’aggravarsi della debolezza dei Cinque Stelle. Forse il peggior difetto di un governo nato difettoso è l’incoscienza. Solo ai bambini è concessa. Per gli adulti è un vizio pericoloso. Per chi ha ottenuto voti per comandare un Paese, l’incoscienza è il peccato più grave che non si emenda fingendo di baciare i crocifissi o barattando i propri ideali con le convenienze del potere. Il risultato di quest’azione è che il marchio Italia ha perso credibilità e di conseguenza rilevanza”.  Continuare a far passare proposte per soluzioni e affrontare le questioni di governo solo come propaganda può aiutare nell’immediato ma getta un’ombra scura sul futuro del Paese.  Governare richiede un senso di responsabilità che al momento è sconosciuto alle due forze politiche che compongono l’esecutivo.  Tornando al Manzoni proprio l’anno scorso il Capo dello Stato Mattarella disse che l’Italia non può diventare preda di quel che descrive Manzoni nei Promessi Sposi a proposito degli untori della peste: il buonsenso c’era ma stava nascosto per paura del senso comune. E’ trascorso un anno e quel buonsenso ancora resta nascosto.

di Andrea Covotta

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