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Riflessione sotto l’ombrellone

Anche sulla spiaggia, al fresco di un ombrellone, magari leggendo un buon libro, tra una nuotata e l’altra, talvolta il pensiero va al momento politico che stiamo attraversando e alle prossime scadenze elettorali. Il 21 settembre si voterà per il referendum confermativo sulla diminuzione del numero dei parlamentari e per le elezioni di alcune Regioni tra le quali la Campania.

Sul referendum confermativo molti – ignorando le analisi fasulle di alcuni partiti e uomini politici che invitano a votare NO per una presunta lesione della rappresentatività- sono per il SI Cioè vogliono confermare la diminuzione dei politici che in Italia, tra onorevoli, senatori, consiglieri regionali e comunali sono davvero troppi, come in nessun’altra democrazia che funzioni. In Usa (cinque volte più grande dell’Italia per popolazione e territorio) ha un Senato di soli cento senatori ed un Congresso (parlamento) di 435 membri, e il concetto di rappresentanza non è messo minimamente in discussione. Certo bisognerebbe adeguare la legge elettorale e le altre norme di funzionamento delle Istituzioni, ma la diminuzione dei parlamentari è giusta e sacrosanta e sicuramente il voto popolare la confermerà.

Ci sono poi le elezioni regionale e, per quanto ci riguarda più da vicino, il rinnovo del Consiglio regionale della Campania e del suo Governatore. Qui le riflessioni si fanno più difficili. Ci sono moltissimi che non andrebbero a votare perché il panorama che si presenta è scandalosamente tra i peggiori degli ultimi trent’anni. E fa venire la puzza al naso. Si dice che il voto sia un dovere costituzionale al quale nessuno dovrebbe sottrarsi. Ma cosa scrivere sulla scheda – un enorme lenzuolo che alla sola apertura- cagiona un istinto di rigetto? I candidati in gara vanno dallo sceriffo De Luca, che ha raccolto intorno a sé, il peggiore gotha della peggiore politica assistenzialistica, familistica e nutrita di potere della peggiore democrazia cristiana e addirittura del laurismo: ben 14 liste collegate. I vecchi tromboni ci sono tutti: da De Mita a Mastella, a Cirino Pomicino ai quali si aggiunge Renzi e tutti gli ex democristiani. Purtroppo Il PD non più il PCI di Valenzi, e neanche il PD di Bassolino: è totalmente emarginato sulla scena regionale e lo sceriffo De Luca domina tutta la politica sul territorio. I cattolici popolari, come sempre, sono divisi: chi sta con De Luca e chi con Caldoro a far compagnia non solo a F. I. ma alla Meloni e addirittura a Salvini, sul cui carro stanno saltando i vari trasformisti della politica tra cui molti irpini in cerca di gloria e di poltrone. Tra questi due sprinter ci sono i 5 stelle che si presentano con una lista propria non essendo riusciti, soprattutto per colpa dei vertici nazionali, che non hanno avuto coraggio, di fare anche a livello territoriale, un’alleanza come quella nazionale. Anche in Campania il M5S è in caduta libera e non ha alcuna possibilità di successo, come la lista di sinistra che avrà solo una funzione di bandiera.

Il voto, in questo contesto è un vero e proprio dilemma. Che fare? Andare a votare e depositare scheda bianca? Votare turandosi il naso per non riconsegnare la Regione al Centro destra targato Meloni/ Salvini? Votare Caldoro sperando che mantenga la sua autonomia? Votare la lista di sinistra per una questione di coerenza e di principio? Non andare propria a votare?

Ognuno risponde secondo la sua sensibilità, il grado di conoscenza della situazione, l’analisi politica. Qualcuno o molti facendo prevalere la pancia al cervello nella credenza di affidarsi all’Uomo forte che li tiri fuori dai pasticci. In situazioni come queste, purtroppo, il voto non é mai completamente libero!

di Nino Lanzetta

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