Lunedì, 4 Maggio 2026
21.43 (Roma)

Ultimi articoli

Il partigiano calciatore. La storia di Renato Marchiaro

Di Vincenzo Fiore

Celebrare la Liberazione e la Resistenza, significa ricordare una grande storia composta dal sacrificio e dalla lotta di tanti uomini e di tante donne che con le loro azioni hanno contribuito a costruire le basi della società democratica. Quella che ricordiamo oggi è la storia di un calciatore che dinanzi alla barbarie nazi-fascista portò avanti la sua partita per la vittoria. Nato e vissuto nella provincia di Cuneo, Renato Marchiaro aveva iniziato la sua carriera calcistica nelle giovanili della Juventus, fino a esordire in Serie A con la maglia bianconera. Quando l’8 settembre del 1943 il nuovo primo ministro Badoglio annuncia l’armistizio, Marchiaro si trova a Boves in licenza per un infortunio che l’ha tenuto fermo sei mesi, e non può immaginare che di lì a poco in quel luogo ci sarebbe stata una delle tante rappresaglie criminali naziste.

 Il giovane Marchiaro 

Il tutto ebbe inizio la domenica del 19 settembre, quando un gruppo di partigiani – guidati da Ignazio Vian – sceso in paese a far provviste cattura due soldati delle SS. Di conseguenza, il comandante nazista Joachim Peiper occupa con le sue truppe il paese e convoca il parroco e un importante industriale del posto. Ai due viene intimato di convincere i partigiani a restituire i prigionieri, pena la rappresaglia su Boves. Dopo una lunga trattativa, i partigiani decidono di liberare i due soldati tedeschi. Il parroco e l’industriale tornano a dare la notizia a Peiper, ma nonostante ciò, quest’ultimo ordina un’esecuzione immediata dei due. «Le SS uccisero dapprima un parroco e un industriale, li bruciarono con il lanciafiamme e incendiarono il paese: ci furono 32 morti fra i civili, Boves fu il primo paese bruciato dai tedeschi, furono rase al suolo 44 case, nonostante lo strenuo combattimento dei partigiani durato oltre dodici ore», questo il racconto diretto di Marchiaro riportato nel documento intitolato il Partigiano calciatore a cura del C.I.P.E.C. In molti riuscirono a scappare, ma alcuni fra anziani, donne e bambini non ce la fecero e nessuno fu risparmiato. Da quel momento – racconta Marchiaro in diverse interviste – iniziarono gli anni più duri della sua vita. Il suo nome da partigiano fu Fede, come il nome di una zia a cui era molto affezionato, ma anche come un credo per un mondo più giusto. «La nostra vita era molto dura: dormivamo nelle baite abbandonate, sopra un po’ di fieno sul pavimento, in inverno qualche volta dormivamo nelle cascine, ma era molto pericoloso, mi capitò di non potermi cambiare la camicia per tre mesi – racconta Marchiaro – La mattina ci lavavamo nel torrente, in inverno dovevamo rompere il ghiaccio per lavarci le mani e il viso, era impossibile fare di più; qualche volta scendevamo nelle cascine e ci lavavamo nella tinozza con acqua calda».

I nazisti non si scordarono dei partigiani delle brigate Garibaldi di Boves e nel 1944 ci fu un secondo rastrellamento con 59 vittime, secondo alcune stime. Soltanto la resistenza a oltranza evitò cifre ancora più drammatiche. A ricordare la memoria di Marchiaro – scomparso nel 2017 – sono oggi Domenico Mansueto e Concetta Iannaccone di Avellino, che hanno conosciuto personalmente il partigiano calciatore a Nizza e lo descrivono come una persona onesta, leale e piena di ideali. Terminata la guerra, Marchiaro continuò a fare ciò che gli riusciva meglio: i gol. Militò in diverse squadre francesi, fra cui il Nizza e l’Angers, anche se il suo gol più bello lo aveva già segnato a favore della squadra della libertà.

Condividi

Picture of Vincenzo Fiore

Vincenzo Fiore

Lascia un commento

Cronaca

Arrivano buone notizie dal carcere di Bellizzi Irpino: Elena, 56 anni, è stata scarcerata nel pomeriggio di oggi e trasferita…

Nell’ambito di servizi congiunti disposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino e dal Gruppo Carabinieri Forestale di Avellino, sono…

Infortunio sul lavoro nella tarda mattina di oggi a Grottolella. Una operaia di 56 anni alle dipendenze di Irpiniambiente è…

Attualità

Momenti di apprensione a Serra di Pratola, frazione del Comune di Pratola Serra, per circa 5 incendi che hanno circondato…

Francesco Sellitto, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino. Uno sguardo sulle criticità territoriali, dal pronto soccorso dell’Ospedale Moscati di Avellino…

Leggi anche

Si rinnovano gli appuntamenti culturali presso la biblioteca di Biogem, istituto di ricerche in biologia e genetica molecolare sito in via Camporeale ad Ariano Irpino. L’evento, come sempre aperto al pubblico, è in programma venerdì 8 maggio alle ore 17.00. La prof.ssa Lucetta Scaraffia, nota storica ed esperta di bioetica,...

Oscata inVita a pascolare. Domenica 10 maggio l’associazione di promozione locale della piccola contrada di Bisaccia invita a trascorrere una giornata di socialità alla scoperta dei pascoli oscatesi. La giornata partirà dai prati della secolare azienda agricola Le Ferregne, seguiremo il bestiame fino alla stalla, dove si produce il latte...

Arrivano buone notizie dal carcere di Bellizzi Irpino: Elena, 56 anni, è stata scarcerata nel pomeriggio di oggi e trasferita agli arresti domiciliari per poter ricevere le cure di cui ha bisogno. La donna, le cui precarie condizioni di salute si erano aggravate anche dopo interventi chirurgici presso l’ospedale Moscati...

Nell’ambito di servizi congiunti disposti dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Avellino e dal Gruppo Carabinieri Forestale di Avellino, sono stati eseguiti mirati controlli finalizzati alla verifica della corretta gestione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, prodotti dal ciclo produttivo di aziende meccatroniche, nonché al contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio....

Ultimi articoli

Attualità

Si rinnovano gli appuntamenti culturali presso la biblioteca di Biogem, istituto di ricerche in biologia e genetica molecolare sito in…

Pubblicate sul sito del Comune di Avellino le liste elettorali con i candidati ammessi alla partecipazione. Alla coalizione che candida…

La sezione Irpinia dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia incontra le scuole. Nasce così il progetto Irpinia consapevole, a supporto…

Segui il Corriere dell'Irpinia

Informativa Privacy

Questo sito utilizza cookies per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Le informazioni raccolte dai cookies sono conservate nel tuo browser e hanno la funzione di riconoscere l'utente quando ritorna sul nostro sito web e aiutare il nostro team a capire quali sono le sezioni del sito ritenute più interessanti ed utili.

Puoi modificare le impostazione dei cookies nelle sezioni a sinistra.

Una versione estesa della nostra privacy policy invece è visionabile al seguente indirizzo Privacy Policy