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“Accendiamo le luci”, l’appello da Monteforte: lavorare insieme unica strada per prevenire e contrastare la violenza di genere

E’ nell’unità, nella costruzione di una rete sul territorio l’unica strada per contrastare ogni forma di violenza di genere e abbattere stereotipi e discriminazioni. A ribadirlo nella Giornata per l’Eliminazione della Violenza di genere il convegno “Contro la violenza di genere, accendiamo le luci”, tappa conclusiva della campagna di sensibilizzazione e prevenzione che ha coinvolto dal 18 al 25 novembre nei sette Comuni dell’Ambito Territoriale A02, con la collaborazione della Cooperativa La Goccia e il coinvolgimento dell’Ic Aurigemma insieme all’IC “G. Dorso” di Mercogliano e l’IC “Botto Picella” di Forino. In ognuno dei sette comuni dell’Ambito A02, Contrada, Forino, Mercogliano, Monteforte Irpino, Ospedaletto d’Alpinolo, Summonte e Sant’Angelo a Scala, è stato acceso un lampione, a ribadire la volontà di portare alla luce, ogni giorno, la violenza di genere.  Un itinerario nato in collaborazione con gli alunni  che hanno realizzato cartelloni, ricostruito storie di donne coraggiose in prima linea per i diritti con l’obiettivo di dare forza a chi è vittima di violenza.

E’ stata la dirigente scolastica dell’IC Aurigemma Filomena Colella a sottolineare il ruolo cruciale che riveste la scuola nell’azione di prevenzione “L’obiettivo è quello di educare fin dalla tenera età al rispetto delle differenze, destrutturando modelli ancora troppo radicati sulle relazioni e sui ruoli di genere, condizionati da stereotipi. E’ chiaro che si tratta di una battaglia culturale. Vivere a scuola in un ambiente inclusivo consente di promuovere competenze sociali e relazionali. Purtroppo gli istituti sono un po’ isolati in questo percorso educativo. Diventa fondamentale, invece, fare rete con le associazioni e le amministrazioni per raggiungere un risultato concreto, superando personalismi e campanili”.

E’ stato quindi Rosario Pepe della cooperativa “La Goccia” a porre l’accento sull’importanza di partire dai fatti e ricordare che ogni azione di contrasto alla violenza riguarda innanzitutto gli uomini “Bisogna lavorare perchè gli cambino il loro modo di agire e pensare, con la cooperativa La Goccia cerchiamo di stare loro vicini, di accompagnarli, senza giudicare, rispettando i loro tempi di crescita. Avremo raggiunto il nostro scopo se almeno uno di loro sarà cambiato”. La psicologa della Goccia Antonella Tomasetta si è soffermata sul progetto “Accendiamo le luci”, “L’idea da cui sono partita era quello di far conoscere la violenza che si svolge tra le mura domestiche, di qui l’idea del lampione che è in strada e che tutti possono vedere, rompendo quel muro di indifferenza che spesso caratterizza le comunità. Ieri abbiamo acceso l’ultimo lampione a Sant’Angelo a Scala. E’ stata l’occasione, grazie ai contributi degli studenti, per raccontare conquiste e successi delle donne. E’ chiaro che la violenza riguarda tutti, di qui l’importanza di lavorare nelle scuole sull’affettività”.

Caterina Sasso del Centro Antiviolenza ha ricordato l’impegno degli avvocati, delle operatrici, delle psicologhe che sostengono le vittime con i loro figli “E’ fondamentale dire a queste donne che non sono sole, che c’è una sinergia tra scuole, comuni e associazioni, frutto di un percorso portato avanti dall’ambito A02. Pocihè l’isolamento conduce alla morte”. Il comandante della stazione dei carabinieri di Avellino Michele Marcucci ha illustrato gli strumenti per contrastare il fenomeno, a partire dal Codice Rosso: “Riusciamo a offrire aiuto alle vittime perché lavoriamo insieme con i Centri Antiviolenza, le case rifugio, le amministrazioni. Possiamo contare su personale specializzato in grado di accogliere e accompagnare le vittime nel percorso”. E’ stata quindi la docente Ivana Garofalo a soffermarsi sul lavoro portato avanti dagli studenti che si sono interrogati sulle radici della violenza di genere, sottolineando come la stessa distinzione di genere finisca con l’essere discriminatoria “Hanno portato avanti una riflessione sugli stereotipi che caratterizzano la nostra cultura, a partire dal linguaggio, attraverso cartelloni, storie di donne in prima linea nella battaglia per i diritti o di vittime di femminicidio”.

Quindi sono stati gli allievi a prendere la parole, consegnando alcuni dei loro pensieri e riflessioni per dire no alla violenza. Dal sindaco Vittorio D’Alessio l’invito alle scuole a portare avanti il proprio impegno, decisivo nel contrasto alla violenza di genere. Marisa Lena, in rappresentanza dell’Ambito 02, ha posto l’accento sul valore degli elementi sentinella, a partire dalle segnalazioni che arrivano dai genitori o insegnanti “Denunciare è uno strumento di prevenzione e tutela. Di qui l’importanza di lavorare insieme”. Quindi ha illustrato il lavoro che porta avanti la casa rifugio, mettendo in sicurezza le vittime. Fiorentino Saveriano, presidente della pro loco di Mercogliano, ha ricordato le tante forme di violenza, da quella psicologica a quella sociale che caratterizzano la nostra società, ribadendo l’impegno della pro loco nel promuovere la cultura. A rappresentare l’Ic di Mercogliano e Ospedaletto la professoressa Marianna Carbone che ha posto l’accento sull’importanza di una comunione di intenti per essere più forti, ricordando come l’amore debba aiutare a stare bene “C’è un universo sommerso che è difficile da portare alla luce”. La dirigente scolastica dell’Ic Picella di Forino Antonella De Donno ha ribadito l’importanza di coinvolgere le famiglie nell’azione di contrasto al fenomeno della violenza di genere, promuovendo laboratori per formare studenti che a loro volta educhino i coetanei. A parlare del valore di una collaborazione tra le realtà del territorio anche il vicesindaco di Forino Laura Giardino

. Dal sindaco di Contrada Pasquale De Santis, presente insieme all’assessore alle pari opportunità Marika Guerriero e alla delegata al Piano di Zona Loredana Cucciniello, la denuncia un vuoto normativo “Manca una legge che metta in condizione scuole, Comuni e cooperative impegnate su questo fronte di fare la loro parte, costrette a fare i conti con ingenti tagli ai fondi. Di qui l’importanza di superare le divergenze politiche e di impegnarsi nella soluzione del problema”. L’assessore comunale di Ospedaletto Paola Dello Russo ha sottolineato l’importanza di mantenere accesi i riflettori sul problema tutto l’anno. Dal sindaco di Summonte Ivo Capone l’appello a creare tavoli permanenti con scuole e associazioni per individuare insieme strategie di prevenzione e contrasto. Toccante la testimonianza di una donna vittima di violenza letta nel corso dell’incontro da Caterina Sasso “Sto riprendendo in mano la mia vita, ho imparato a non avere paura di mostrare la mia sofferenza”. A partecipare all’incontro anche Annalisa Zaccaria per il Comune di Sant’Angelo a Scala. Un convegno impreziosito dall’inaugurazione di una panchina rossa nell’aula magna dell’istituto e dai lavori realizzati dagli studenti, tutti rigorosamente con magliette su cui campeggiavano frasi contro la violenza di genere. A curare l’allestimento la professoressa Katia Lazzeri

Il progetto, intanto, non si ferma sarà possibile approfondare le storie delle donne raccontate sui segnali dei lampioni attraverso la lettura del qr code su ognuna delle sette frecce dei sette colori dell’arcobaleno. Un’installazione anche interattiva. Ognuno potrà, poi, soffermarsi ad approfondire, a lasciare un messaggio sulla freccia bianca e scattare una foto da postare sui social per divulgare l’iniziativa e far sì che sempre più persone si interessino alla delicata tematica che riguarda tutti.

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