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Addio a Mocella, Repole: “Esempio per i giovani”. Gargani: “Paladino dell’Irpinia”. Il cordoglio del Corriere

Franco Mocella è stato per anni un punto di riferimento imprescindibile per la nostra comunità”. Questo il ricordo di Rosanna Repole, sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi. “Sempre disponibile, persona di grande intelligenza e cultura, era pronto a dare una mano ogni volta che poteva. Aveva sempre una soluzione ai problemi”, racconta Repole.

“Dagli Ottanta in poi – continua – è stato uno dei maggiori rappresentanti della stagione politica dell’Alta Irpinia, con la rivista de Il Dialogo ha sollecitato infinite riflessioni nella nostra classe dirigente. Sempre molto attivo, credo che Franco sia uno di quegli esempi da cui i nostri giovani non possano rescindere”.

A ricordare Mocella, anche Peppino Gargani: “Eravamo compagni di banco, sin da ragazzo si è sempre distinto per la vivida intelligenza, per la sua passione politica e per il territorio, per la sua curiosità e la sua cultura. Era persona generosa, altruista, pronta ad aiutare tutti. Ha dedicato la sua vita in difesa di questa terra, paladino dell’Irpinia, partendo da un approfondimento serio delle tematiche sociali e politiche. E’ una grave perdita per tutti”.

A rendergli omaggio anche Tony Lucido, presidente dell’Unpli regionale “Franco da sempre è stato ancoraggio, riferimento e guida di giovani, poi diventati adulti, riferimento di tutta la provincia ed anche oltre, i giovani de “il dialogo”.
Intelligenza, razionalità dal volto umano, rigore morale e paterna attenzione verso amici candidati a guidare processi politici ed amministrativi importanti, dinamiche culturali significative, pratiche di giustizia sociale verso tutti. Riferimento alto, importante, strategico, porto sicuro del gruppo de “il dialogo”
La cui storia infinita non termina, non si esaurisce con la scomparsa delle persone, ma come il seme che gettato nel terreno dal Buon Seminatore, sembra morire, poi germoglia e produce frutti, rigenera la vita. Cosi l’azione, la tensione culturale e morale praticata da amici come Franco, Erio, Tonino e don Bruno, e da quanti ancora oggi, in ogni settore in modo diverso ed articolato impegnati, sono testimonianze di straordinaria passione per la propria terra, di onestà intellettuale, di rigore morale. Tutto quanto continua nei ricordi e nelle azioni delle persone, non muore mai”

Alla famiglia di Franco Mocella, a sua figlia, la cara collega Vera, il direttore e la redazione del Corriere dell’Irpinia esprimono profondo cordoglio.

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