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Addio ad Anna, aveva soltanto 27 anni. Aveva lasciato gli studi per combattere la malattia

Anna Maria Pezza ha smesso di soffrire ed è volata in cielo, soffriva da tempo di un brutto male. “Questo è l’unico modo per raggiungere tutte le persone che le sono state vicine, anche se virtualmente”, si legge sul suo profilo social aggiornato dai familiari. Per chi volesse darle un ultimo saluto, i funerali si terranno domani 19 settembre ore 11:15, presso la Chiesa del Santissimo Rosario, Avellino. La ragazza aveva 27 anni e viveva nel capoluogo irpino.

Questa una delle ultime lettere di Anna:

A volte bisogna sapersi fermare.
A volte bisogna sapersi ascoltare al di là delle voci, dei pensieri, delle ombre della gente.
Credo di essere giunta alla conclusione più sofferta della mia vita: sospendere gli studi di Medicina.
Qualche giorno fa cercavo di studiare prima di andare, come al solito, in ospedale, ma semplicemente non riuscivo… la testa mi scoppiava.
Ah quanto mi strazia doverlo ammettere!
L’hanno scorso, nonostante la chemioterapia, l’isolamento e il trapianto, avevo scelto di proseguire gli studi. In quel contesto, Medicina mi ha aiutata tantissimo a non lasciarmi andare, a mantenere un punto di riferimento fisso, costante, una progettualità… perché io ci credevo sì, credevo davvero che sarebbe bastato stringere i denti per un po’ e tirare avanti e che poi tutto sarebbe andato per il verso giusto.
Ma la vita è andata di nuovo assai diversamente.
Ora mi ritrovo con un corpo *stremato* da 4 anni di terapie e sofferenze, un corpo che ha bisogno di riposo, di quella clemenza e affetto che ancor prima della leucemia non sono mai stata in grado di dargli.
Ah quanto vorrei non dover fare questa scelta, che scelta NON è. Quanto vorrei avere semplicemente un corpo sano e poter assecondare le mie inclinazioni senza compromessi.
Ma la verità del mio corpo è diversa. E in questo momento pretendere da me stessa di studiare è farmi un’ulteriore violenza di cui non ho proprio bisogno. Significherebbe trasformare qualcosa di potenzialmente e idealmente bellissimo in un’ulteriore arma di distruzione… a che o chi giova?
Ho tanta paura di deludere le persone attorno a me, quelle che, talora non riuscendo a comprendere a fondo, continuano ad inneggiare: ”Non mollare, Anna, sarai un ottimo medico”.
Ho paura di deludere me stessa… sono sempre stata oltremodo esigente, perfezionista e focalizzata sullo studio. Ho sempre dato un grosso peso all’intelligenza e al dover dimostrare. A chi? Per cosa poi? Come se non fossi degna di stare a questo mondo solo per la mia presenza. Come se esserci non fosse già abbastanza ma dovessi giustificarmi in qualche modo…
Mi dico di non essere arrendevole su questo, di tirare avanti con lo studio come ho fatto l’hanno scorso.
Ma no. Io non riesco più. Il mio corpo non regge più.
Quindi mi fermo.
Cercherò di riposare, di ascoltarmi.
Le terapie e la realtà di questa malattia sono estenuanti.
Non so se sarà una scelta temporanea. Non so cosa deciderò di fare in futuro… il mio futuro è troppo incerto per fare programmi. Magari mi mancherà e riprenderò. Magari scoprirò nuove passioni, nuovi interessi…
Chissà.
So solo che, in questo frangente è la scelta, ribadisco più sofferta e a lungo rimandata, ma anche la più saggia e utile per me.
La più coraggiosa.

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