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Aggressione ai tifosi del Napoli, Iannuzzi (Curva Sud): “Nessuna violenza, dimostrata solo la nostra appartenenza”

Hanno fatto il giro del Paese le immagini di quanto accaduto la sera del 4 maggio, in viale Italia,quando ignoti hanno preso a  calci e pugni le macchine in viale Italia, rubato le bandiere a chi è sceso nelle vie della città, per gioire per il terzo scudetto del Napoli.

Poco più di venti persone hanno bloccato le auto imbandierate, una decina, dei tifosi del Napoli che sfilavano in corteo. Con le aste delle bandiere sottratte ai tifosi azzurri, gli aggressori hanno colpito gli occupanti delle auto.

Sono stati momenti di alta tensione risolti quando i tifosi napoletani sono riusciti a trovare un varco e ad allontanarsi a bordo delle loro auto.

La Procura di Avellino ha deciso di aprire un’inchiesta.   Le immagini delle telecamere di sorveglianza cittadine relative agli episodi di aggressione sarebbero già state acquisite dagli agenti della Digos che, ovviamente, hanno chiesto e ottenuto anche le immagini di videosorveglianza registrate da tutte le attività commerciali di viale Italia.

Uno sdegno e una denuncia forte da parte della cittadinanza avellinese, in primis dal sindaco del capoluogo, Gianluca Festa che, insieme all’assessore allo Sport, Geppino Giacobbe, ha preso immediatamente le distanze: “Da sindaco e da cittadino non posso che esprimere assoluta condanna verso tutte le forme di violenza e quindi anche verso alcuni episodi accaduti ad Avellino, in occasione dei festeggiamenti per lo Scudetto del Napoli”.

Intanto a  gettare acqua sul fuoco é Franco Iannuzzi – membro del direttivo Curva Sud. “Senza ombra di dubbio, si è esasperato troppo ciò che è accaduto in viale Italia. Si è voluto gettare la croce addosso a una tifoseria che non voleva fare altro che dimostrare la propria appartenenza a questo territorio. Nessuno si è fatto male, sono state soltanto strappate di mano alcune bandierine. Sono certo che, se la tifoseria dell’Avellino non avesse fatto nulla, ci sarebbe stato contestato il fatto che, i tifosi del Napoli, venivano a fare i caroselli nella nostra città. Perché nessuno ha riportato che, noi per primi, consigliavamo agli automobilisti di non passare da quelle parti ma, piuttosto, di andare a festeggiare altrove. Ci siamo sentiti rispondere che – loro – volevano andare lo stesso. Anzi, noi abbiamo controllato la situazione che, ad ogni modo, non è certamente degenerata. La cosa che ci fa più male, sicuramente, è che – a infangare il nome dei tifosi – siano stati proprio gli avellinesi. Non si può accusare una intera tifoseria di essere violenta solo perché pochi ragazzi giovani correvano tra le auto, questo lo ribadiremo sempre; perché è l’unica verità”, conclude.

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