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“Al buon dottor D’Attilio non si diede ascolto, alla neo commissaria Perrotta spero possa andar meglio: mancano politica e visione”. La lettera di D’Andrea

“Approfittiamo della Commissaria, dott.ssa Giuliana Perrotta, per un’occasione di rilancio inatteso per la nostra Avellino, appunto irripetibile.
Tra economia in disordine, con default e dissesto all’orizzonte, disdoro urbano, sterpaglie del parco santo Spirito e strade scassate, le ore scorrono lente in una Città leggera e incredula per quanto di sconvolgente sia accaduto finora, fatta eccezione per l’improvviso bagliore seguito al fermo immagine di un caldo ferragosto illuminato esclusivamente dal sole e non dalle tradizionali festose luminarie al Corso principale”. Così Aldo D’Andrea, già candidato Sindaco per la Lista Unità Popolare per Avellino.

“Ordunque, pregiatissima Commissaria, Lei ci sta schiarendo la mente, tanto nell’informarci dell’esistenza di provviste economiche mai impiegate a favore della nostra comunità, quanto del girovagare della macchina amministrativa tra inutili orpelli burocratici e muffe dannose.

Ha avuto già modo di scoprire che in Avellino c’è poco e tanto nello stesso tempo, ovvero che ci sono condizioni di base per una progressiva crescita culturale ed economica, un tessuto sociale ancora sano, una stazione ferroviaria da connettere ad assi di collegamento ferrati, aeroportuali, logistici, o ancora dell’elevato livello musicale per le presenze del Conservatorio, dell’Accademia Kandisky, di gruppi musicali tanto vari e disparati da spaziare fino ad includere artisti della cornamusa.

Sa pure, però, di opposto esistente in Avellino, cioè sa delle sofferenze imprenditoriali, del commercio che langue, e sa che esse, entrambe, sono spie dell’impoverimento costante del tessuto sociale cittadino, cui la comunità si costringe quasi voluttuosamente da tempo.

Lei sa anche, signora Commissaria che, pur esistenti in Città oasi di verde,“le sette Contrade” per esempio, luoghi incantevoli, panoramici, rilassanti, dall’aria tanto pulita da poter offrire ristoro e sollievo ai cittadini tutti di Avellino, questi sono impediti alla funzione a causa di strade di fortuna e di servizi scadenti se non addirittura assenti. Sa pure, dott.ssa Perrotta, che esistono altre zone periferiche della Città altrettanto abbandonate a se stesse, vuoi per mancanza del servizio di vigilanza urbana, vuoi per la sua edilizia spesso fatiscente, anche a rischio amianto, viste le denunce reiterate negli anni da Assocasa, cui ha fatto sponda l’indolenza degli Enti preposti.
Di più: è corretto dire che a causa della forte emigrazione giovanile, Avellino perde annualmente residenti, braccia e cervelli, ma che di converso aumenta la disponibilità dell’offerta edilizia non popolare? Non le pare poco comprensibile questo fenomeno?

Per non menarla a lungo, si può concludere dicendo che se di questo cahier de doleance appena agli accenni, da interromperne la declinazione per carità di patria, non è certo lecito tacere ‘delle sfolgoranti assenze delle politiche’ connesse alla mancanza di visione di un futuro prospettico capace di invertire il corso del declino della Città.

Avellino assume da tempo fogge rappresentative sia della Città Invisibile di Calvino, che della Città dello Spettacolo di Debord, purtroppo però per quest’ultima all’inverso; Avellino è divenuto luogo dove la finzione sopraffà le realtà, nella mistificazione del racconto, da tempo in realtà incline alla decadenza.
La Città dei balocchi, coperta per anni da ceneri nascoste sotto pietosi zerbini, non c’è più, perché, di contro, continuano ad emergere scandalosamente avvenimenti avventurosi e che colpiscono basso.
Eppure, se al buon dottor D’Attilio, già ottimo Commissario nel porre toppe e pezze alla fu allegra gestione municipale, non si diede ascolto, la speranza è che alla dottoressa Giuliana Perrotta, neo Commissaria, già distintasi per fattività e voglia di voler bene alla nostra Avellino, possa andar meglio.

E’ auspicio nostro che Ella riesca bene, sia pure crudemente, a sbatterci in volto la gravità del costante arretramento di Avellino nel suo vivere civile, e di quanto colpevole sia stata la conseguente assenza di una visione costruttrice di una Città votata a organizzare servizi e occasioni di rilancio culturali e economiche.
Occorre un piano di rinascita per Avellino ed è lecito auspicare impegno serio, conoscenza e consapevolezza della realtà degli eventi.
Al momento, esprimo gratitudine alla dott.ssa Perrotta, Commissaria”.

 

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