di Rosa Bianco
C’è un momento, nella vita culturale di un territorio, in cui la tradizione smette di essere semplice memoria e diventa presenza viva, concreta, capace di parlare al presente e di orientare il futuro. La XVIII edizione del Premio Letterario Nazionale “L’Inedito – sulle tracce del De Sanctis” ha rappresentato esattamente questo: non solo una manifestazione, ma un atto collettivo di consapevolezza culturale, celebrato nel luogo più simbolico possibile, Morra De Sanctis, patria di Francesco De Sanctis.
La scelta di ospitare per la prima volta il Premio proprio qui non è stata casuale, ma profondamente identitaria. Come ha sottolineato la sindaca Fiorella Caputo, accogliere questa iniziativa significa riaffermare il ruolo del territorio come spazio di pensiero, di studio e di crescita civile. In un’epoca in cui la cultura rischia spesso di essere marginalizzata, Morra De Sanctis si è proposta come centro propulsore, luogo in cui la memoria si intreccia con il presente, restituendo dignità e prospettiva alla riflessione collettiva.
Il valore simbolico della giornata del 25 aprile ha amplificato ulteriormente il significato dell’evento. Non si è trattato soltanto di celebrare la letteratura, ma di riaffermare i principi fondanti della libertà e della partecipazione democratica. Il convegno dedicato all’80° anniversario del voto alle donne ha rappresentato un passaggio cruciale, arricchito dagli interventi di figure di spessore come la sociologa e scrittrice Luisa Festa, la filosofa Ester Basile, la stessa sindaca Fiorella Caputo e la scrittrice Neria De Giovanni, con il coordinamento di Floriana D’Ambrosio. Un dialogo che ha restituito profondità storica e attualità a un tema ancora oggi centrale.
La manifestazione ha poi celebrato il merito e l’impegno attraverso riconoscimenti significativi. Il Premio “Scuola del Territorio 2026” assegnato al plesso di Morra De Sanctis dell’Istituto Comprensivo Criscuoli testimonia l’attenzione verso le nuove generazioni, mentre il Premio Speciale “Fotografia AvellinoPHOTO 2026” al fotografo internazionale Franco Sortini ha evidenziato il dialogo tra linguaggi artistici diversi.
Nel solco di una tradizione che si rinnova, la XVIII edizione del Premio Letterario Nazionale “L’Inedito – sulle tracce del De Sanctis” ha saputo esprimere, nella sua articolazione pomeridiana, il cuore più autentico della sua missione: dare voce alla pluralità dei linguaggi e delle espressioni culturali contemporanee, mantenendo saldo il legame con l’eredità di Francesco De Sanctis.
È proprio nella cerimonia di consegna dei premi del pomeriggio che il valore del Premio si è manifestato in tutta la sua ampiezza, attraverso un mosaico articolato di riconoscimenti capaci di abbracciare generi, sensibilità e percorsi differenti.
Le sezioni ufficiali hanno premiato le migliori opere di poesia, racconto, romanzo, teatro, fiabe e favole, confermando la vocazione del concorso a intercettare e valorizzare ogni forma di scrittura creativa. Accanto a queste, il Premio “Humanitas Nova – R. Marandino” ha ribadito l’importanza di una letteratura attenta ai valori umani e sociali, mentre i Premi “Paesi in Lettere”, con la partecipazione speciale della città di Benevento, e i Premi “Associazioni” hanno sottolineato il ruolo fondamentale delle comunità e dei territori nella diffusione della cultura.
Particolarmente significativa è stata l’assegnazione dei premi istituzionali e speciali, che hanno dato ulteriore prestigio alla manifestazione. Il Premio Comune di Morra De Sanctis è stato conferito alla scrittrice Neria De Giovanni, figura di riferimento nel panorama letterario e profondamente legata al territorio. Il Premio Cultura è stato attribuito al Provveditore agli Studi di Avellino Fiorella Pagliuca, riconoscendone l’impegno nella promozione educativa.
Di grande rilievo anche il Premio Francesco De Sanctis, assegnato al docente universitario e Accademico della Crusca Nicola De Blasi, testimone autorevole della vitalità della lingua e della cultura italiana. Il Premio alla Memoria ha reso omaggio alla figura della scrittrice Paola Silano, in un momento di intensa partecipazione emotiva, mentre il Premio Rivista Storica del Territorio è stato conferito alla rivista “Sinestesie”, fondata dal prof. Carlo Santoli, riconoscendone il valore nel panorama degli studi letterari ed europei.
A rendere fluido e coinvolgente l’intero svolgimento della cerimonia sono stati la docente e scrittrice Paola Pepino e l’autore televisivo e giornalista Luca Virno, capaci di accompagnare il pubblico in un percorso narrativo coerente e ricco di suggestioni.
A impreziosire ulteriormente l’evento, il contributo musicale del quartetto di fisarmonica del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino – composto da Michele D’Addona, Andrea Ristaino, Donato Iacurti e Graziano Celentano, guidati dal Maestro Massimo Signorini – e l’intensa interpretazione teatrale di Davide Di Pietro nelle vesti di Francesco De Sanctis.
A sostenere e orientare l’intera manifestazione, la visione del direttore artistico Domenico Cipriano, che ha ribadito il valore della letteratura come spazio di libertà e crescita, e del Patron ideatore e organizzatore del Premio Silvio Sallicandro, editore di Delta 3 Edizioni, che ha evocato con efficacia l’immagine del libro come luogo d’incontro tra persone, idee e territori.
Fondamentale, e all’unisono, il ruolo istituzionale e simbolico della sindaca Fiorella Caputo, che ha incarnato il legame tra comunità e cultura.
La sezione pomeridiana del Premio si è così configurata come un affresco complesso e armonico, in cui ogni riconoscimento ha contribuito a delineare un’idea di cultura inclusiva, dinamica e profondamente radicata. Non una semplice celebrazione, dunque, ma un atto corale capace di restituire centralità alla parola, alla memoria e alla responsabilità civile, che ogni espressione artistica porta con sé.


