Al Castello Ducale di Bisaccia dal 17 ottobre al 30 novembre approda “Tracce interiori”, mostra personale di Elena Rubino. L’inaugurazione si terrà sabato 17 ottobre alle ore 12.00 negli spazi del complesso museale bisaccese.
L’esposizione, organizzata nell’ambito del calendario delle mostre d’arte 2026 con la collaborazione dell’architetto Nicola Guarino, curatore della Pinacoteca di Teora, e di Arteuropa, propone un percorso attraverso la ricerca figurativa dell’artista. Nei dipinti di Elena Rubino la formazione classica si incontra con una progressiva libertà espressiva, costruita attraverso il colore, la materia e una pittura che guarda alla figura e all’esperienza umana senza restare vincolata ai canoni della rappresentazione tradizionale.
Nata a Torino nel 1968, Rubino si è formata inizialmente presso l’atelier del maestro Mario Ferrante, dove ha approfondito il disegno dal vero e diverse tecniche pittoriche, dall’olio all’acquerello, dal carboncino alla sanguigna. Dopo il diploma di stilista-figurinista ha conseguito la laurea in Lettere, indirizzo artistico e Beni culturali, all’Università degli Studi di Salerno, con una tesi in Storia dell’arte contemporanea dedicata a Tamara de Lempicka. Negli anni ha partecipato a mostre, collettive e progetti artistici in Campania, affiancando alla produzione pittorica anche esperienze didattiche e interventi destinati allo spazio pubblico.
«Con “Tracce interiori” prosegue il percorso dedicato all’arte contemporanea che il Castello Ducale sta portando avanti nel corso del 2026», dichiara Giuseppe Ciani, assessore delegato del Comune di Bisaccia. «La ricerca di Elena Rubino, costruita attraverso colore, materia e figura, offre al pubblico un linguaggio personale e capace di mettere in relazione esperienza individuale e sensibilità contemporanea. Ospitare artisti e percorsi diversi significa rafforzare il ruolo del complesso museale come luogo vivo di cultura, incontro e confronto».
La ricerca più recente dell’artista mostra infatti un progressivo allontanamento dai modelli più rigidamente accademici verso un linguaggio figurativo eclettico. Le opere, realizzate prevalentemente a olio e spesso attraverso l’uso della spatola, acquistano una forte consistenza materica. Il colore assume un ruolo centrale nella costruzione dell’immagine e diventa uno degli strumenti attraverso i quali Rubino traduce sulla tela emozioni, esperienze e suggestioni. Tra le tappe più recenti del suo percorso figurano le personali alla Torre Aragonese di Pietradefusi e alla Casina del Principe di Avellino, oltre alla partecipazione a diverse iniziative espositive e collettive dedicate anche a temi sociali.
“Tracce interiori” sarà visitabile fino al 30 novembre 2026, con ingresso gratuito, dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.00, oltre al lunedì pomeriggio dalle 17.00 alle 19.00.

