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Al Goleto si insedia la comunità monastica benedettina, l’abate Guariglia: un ritorno alle origini. Il vescovo Cascio: faro di spiritualità per il territorio

È stata una cerimonia solenne a caratterizzare l’insediamento all’Abbazia del Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi della comunità monastica benedettina, guidata dall’Abate di Montevergine Riccardo Luca Guariglia. A fare gli onori di casa mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia. A sottolineare l’importanza di questo giorno il sindaco Rosanna Repole che ha ribadito come cominci una nuova fase per il Goleto “Riccardo Luca Guariglia, Abate di Montevergine, e Mons. Pasquale Cascio, Arcivescovo della Diocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco e Bisaccia: insieme hanno dato prova tangibile di vicinanza al territorio e di amore per lo stesso sia sul fronte dell’apertura all’esterno, con attività importantissime di promozione territoriale, fattore positivo per le nostre zone, sia sul piano della difesa dei diritti delle aree interne. Chi oggi guiderà questo nuovo cammino saprà sicuramente dare risposte e spunti innovativi e rilevanti su molti aspetti. Per ciò che riguarda l’Amministrazione comunale di Sant’Angelo dei Lombardi, non faremo mai mancare il nostro supporto e una collaborazione piena e fattiva”.

.Alla celebrazione del Vespro, presieduta dall’Abate Guariglia, è seguita la lettura del Decreto Arcivescovile. Un ritorno alle origini, poichè San Guglielmo, nato nel 1085 a Vercelli in una nobile famiglia, fondò il cenobio maschile di Montevergine, quindi, nel 1133, fondò la cittadella monastica del Santissimo Salvatore al Goleto. Nel 1807 dopo una serie di vicissitudini, i Padri benedettini di Montevergine lasciarono l’antica Abbazia del Goleto, luogo sempre abitato dalla spiritualità benedettina. “Dal 1990 al luglio 2021 i Piccoli Fratelli della Comunità Jesus Caritas, ispirata a Charles De Foucauld, si sono presi cura dell’animazione spirituale del complesso goletano, che è diventato sempre più punto di riferimento per tutti coloro che sono assetati di assoluto. – ha affermato l’abate di Montevergine e Assisi, dom Riccardo Luca Guariglia – Oggi, il complesso abbaziale del Goleto, ritorna ai Benedettini celebrando l’importanza che questo luogo ha per la nostra comunità dato che proprio qui il 25 giugno 1142 morì San Guglielmo, il cui corpo è custodito presso il nostro Santuario di Montevergine”.

«Il Goleto è sempre stato un’oasi, nella quale trovare refrigerio sia per chi lo frequenta sia per chi ci vive; un presidio di cultura e di coltura per insegnare a vivere nella socialità; e una Galilea, ovvero un luogo dal quale partire per diffondere il Vangelo e poi tornare per fare esperienza forte del Risorto e poi ripartire di nuovo.”, ha, ribadito il vescovo Cascio.

 

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