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Al Museo di Bisaccia “Visione e Concretezza tra Architettura e natura”. La sfida di un Parco Architettonico della Campania

Saranno in mostra dal 10 maggio al Castello Ducale e al Museo Archeologico di Bisaccia le opere di Aldo Lori Rossi, a cui sarà dedicato anche un momento di confronto. E’ l’appuntamento promosso dall’Associazione Donne Architetto – Napoli e patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Bisaccia. Con il convegno “Visione e Concretezza tra Architettura e Natura. Verso il primo PARCO ARCHITETTONICO della Campania in Irpinia”, in programma il 10 maggio, nel Salone delle Feste del Castello Ducale di Bisaccia, a partire dalle 10,00, si vuole portare alla luce l’azione significativa della ricostruzione post terremoto ’80 in Irpinia di Aldo Loris Rossi, espressione della sua visione organica dell’architettura e dell’urbanistica. L’incontro sarà, inoltre, l’occasione per promuovere l’istituzione del primo Parco dell’Architettura Contemporanea della Campania in Irpinia per generare nuovi itinerari turistici e culturali.

“L’esperienza della ricostruzione che ha impegnato generazioni di architetti a livello nazionale, a distanza di oltre quarant’anni, costituisce l’opportunità e la riflessione sulla trasformazione dei centri storici e del territorio, a seguito di una catastrofe naturale, alla luce delle teorie dell’architettura e dell’urbanistica contemporanee e può essere un campo di verifica sui punti di forza e sulle criticità che tale ricostruzione ha generato nel caso specifico in Irpinia. La scelta di partire dall’esperienza di Bisaccia di Aldo Loris Rossi, progettista del Centro Urbano della Nuova Bisaccia e di singole opere architettoniche, diventa un’esperienza significativa di maggiore conoscenza e trasmissione della sua visione”. Negli stessi anni in cui egli progetta il Centro Urbano della Nuova Bisaccia si occupa anche del Piano di Recupero del Centro Storico, del restauro conservativo del Castello Ducale, di Palazzo Vitale e di Palazzo Capaldo. Contemporaneamente con la sua equipe, tra i quali Emma Buondonno, Silvana Feleppa, Giandomenico Donato Inglese e Amerigo Quagliano e che hanno ideato la manifestazione attuale, lavora al Piano di Recupero del Centro Storico di Pozzuoli interessato nel 1983 dalla recrudescenza del fenomeno del Bradisismo.

Il duplice tema, recupero del Passato e progetto del Nuovo, pertanto, diventano per Aldo Loris Rossi, un insegnamento alle nuove generazioni di architetti e urbanisti su come ritrovare un nuovo equilibrio tra ambiente naturale e spazio antropizzato e per dirla con le sue parole: va ricercata la pacificazione tra Ecosfera e Tecnosfera. Gli anni di elaborazione del grande progetto di ricerca scientifica e di sperimentazione progettuale di Econeapolis, 1986/2000, che consentirà ad Aldo Loris Rossi di essere insignito dell’importante riconoscimento di Accademico delle Arti e del Disegno di Firenze, sono gli anni in cui il gruppo di architetti formatisi alla sua scuola attraverso i corsi verticali di progettazione architettonica alla Facoltà di Architettura di Napoli, divengono gli architetti ai quali Rossi affida l’elaborazione dei progetti esecutivi e il controllo dei cantieri di Napoli e di Bisaccia. Per divulgare il suo pensiero, quanto mai attuale, alcuni architetti proprio della scuola di Rossi, in collaborazione con l’Associazione ADA Napoli e il contributo della Regione Campania in base alla Legge sulla Qualità dell’Architettura, hanno realizzato la mostra costituita dagli elaborati dell’archivio di Aldo Loris Rossi donato al Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli FEDERICO Il. Alla luce di tali esperienze Rossi elabora la tesi dell’evoluzione del concetto “da Centro Storico a Città Stratificata”.

Aldo Loris Rossi, nato a Bisaccia l’11 maggio 1933 e morto a Napoli il 28 giugno 2018, è stato un architetto italiano, autore di diverse opere di notevole rilevanza e professore ordinario di Progettazione Architettonica alla Facoltà di Architettura dell’Università di Napoli Federico II. È stato candidato radicale per le elezioni regionali della Basilicata nel 2013.   Un po’ di opere. “Il suo lavoro di architetto ha seguito il cammino dell’Architettura organica di Frank Lloyd Wright, ma non ha tralasciato anche altre fonti d’ispirazione come l’espressionismo, il futurismo, il neoplasticismo, il costruttivismo, sempre, comunque, in stretto connubio con in temi del Movimento Moderno e all’interno di quei variegati sviluppi del Razionalismo Italiano. La sua architettura è tra le più originali nel contesto contemporaneo e si realizza attraverso l’articolazione dei volumi intorno ad un nucleo centrale, che vengono quasi esplosi all’esterno come da una forza centrifuga, seppur all’interno di un rigoroso controllo geometrico e strutturale. Partecipò regolarmente alla rubrica radiofonica Overshoot su Radio Radicale con Enrico Salvatori sui temi relativi al territorio, all’urbanistica, all’ambiente e alla storia dell’architettura e le politiche urbanistiche. Sottolineò spesso la necessità di “rottamare la spazzatura edilizia post-bellica priva di qualità e non antisismica, attraverso un masterplan vertebrale e un sistema di trasporti intermodale che tenga conto anche delle questioni dell’ambiente”.

La mostra è fruibile nei giorni e negli orari di apertura della struttura culturale 11:00 13:00 – 17:00 19:00. Il convegno è aperto alla cittadinanza alle ore 10:00 del giorno 10 maggio 2025.

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