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All’Archivio di Stato dalle Memorie Topografiche del Principato Ultra di Marciano Di Leo all’Irpinia del futuro

E’ stata l’occasione per ribadire la necessità di ripartire dalla valorizzazione dell’identità del territorio per immaginare un futuro per l’Irpinia la presentazione, presso la sede dell’Archivio di Stato, del volume, curato da Michele Sisto, che ripropone il manoscritto di Marciano Di Leo “Memorie Storiche Topografiche della Provincia di Principato Ulteriore del Regno di Napoli”, edito da Terebinto. Un confronto, moderato dal giornalista Gianluca Amatucci, carico di spunti di riflessione che si inserisce nell’ambito della rassegna “I Giovedì della lettura”. Il direttore dell’Archivio di Stato Lorenzo Terzi ha posto l’accento sulla statura di una figura come quella di Marciano Di Leo, arciprete della Cattedrale di Frigento, che si inserisce a tutti gli effetti nella temperie illuminista della seconda metà del Settecento, in prima linea nelle inchieste condotte sullo stato dei territori del Sud per favorire una riorganizzazione delle spese o consentire interventi straordinari, in seguito a catastrofi come il terremoto in Calabria “Cartografo d’eccezione, era un intellettuale particolarmente attento ai fermenti innovativi che caratterizzavano gli studi di geofisica. Nelle sue Memorie della Provincia del Principato Ultra si sofferma sulle caratteristiche morfologiche delle popolazioni italiche, sulla viabilità a partire dalle reti stradali che consentivano dalla Puglia di raggiungere Napoli e sulle condizioni del territorio. Fu uno scrittore dalla dimensione europea”. E’ stato quindi il sindaco di Frigento Carmine Ciullo a ribadire l’impegno portato avanti dal Comune nel segno della valorizzazione delle potenzialità culturali del territorio, a partire da figure come quelle di Marciano Di Leo, “teologo e letterato, autore anche di un prezioso poemetto, Il Vesuvio, che avrebbe ispirato, secondo uno studio di Mario Gabriele Giordano la Ginestra di Leopardi. Il Comune ha voluto fortemente tornare in possesso del Palazzo Di Leo, che è sede del Museo Archeologico, della Pinacoteca e della Biblioteca e rendergli omaggio con iniziative che hanno coinvolto anche le scuole”. Il dirigente scolastico Franco Di Cecilia ha ricordato come le scuole, grazie alla quota destinata al curricolo locale, siano particolarmente attente alla divulgazione della cultura locale, alla valorizzazione della memoria  e delle radici “E’ importante che ci sia una nuova generazione di sindaci che ha scelto di investire sulla salvaguardia dell’identità di una comunità. Marciano Di Leo è stato un intellettuale poliedrico, capace di conciliare orientamenti diversi, canonico ma anche illuminista, filoborbonico ma sensibile al fascino di Napoleone. Aveva un  forte sensibilità ecologista, cartografo in un’epoca in cui la topografia era condizionata dalla mancanza di strumenti adeguati. Oggi, più che mai, è fondamentale fondere tradizione e sviluppo, memoria e sguardo al futuro a partire da opere come la stazione Hirpinia o la Lioni Grotta”.

E’ stato, quindi, il professore Pierluigi De Felice, docente di geografia all’Università di Salerno a sottolineare come la memoria è fondamentale per innescare un processo di valorizzazione turistica. Memoria che non può non partire dalla conoscenza del territorio “Ne era convinto Marciano Di Leo che riconosceva il valore della geografia, strettamente legata all’osservazione del territorio, alla dimensione dello spazio nel tempo, all’analisi della realtà locale da cui non si può prescindere. E’ interessante notare come, parlando delle regioni, metta in evidenza confini naturali e non amministrativi dei territori. Si sofferma sulla toponomastica, sulla idrografia, sulle infrastrutture, sull’uso del suolo, sui paesaggi rurali in mutamento. Un percorso che ci invita a riflettere anche sulle condizioni in cui versa l’agricoltura oggi, sempre più intensiva e causa di squilibri in termini ecosistemici”. E’ stato, infine, Sisto a porre l’accento sulle molteplici sfaccettature di un personaggio inquieto, curioso, tra i redattori della Statistica Murattiana “Capirà presto che non si può fare una descrizione se non partendo da dati statistici. Una consapevolezza che emerge nelle Memoria in cui ricostruisce la storia degli Hirpini, dalle antiche città fino alla conquista romana ma analizza anche lo sviluppo dell’agricoltura e della pastorizia, offrendo indicazioni sul miglioramento delle tecniche agricole e la viabilità, interrogandosi sulla soluzione migliore per raggiungere la Puglia dall’Irpinia che individua nella statale 303  fino al Passo di Mirabella. Uno studio che si conclude con una mappatura dettagliata dei distretti di Avellino, Ariano e Sant’Angelo dei Lombardi”.

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Floriana Guerriero

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