C’è chi scandisce con le labbra le parole, chi tiene stretto il libro tra le mani come nel timore che qualcuno glielo porti via, chi gioca con i capelli nello sfogliare le pagine, chi alza spesso gli occhi e si guarda intorno, gustandosi la scena, chi non li alza mai e appare completamente assorto, chi illumina le pagine col cellulare mentre cala la luce. Sono oltre mille, sono uomini e donne, giovani e meno giovani e leggono in silenzio lo stesso libro, le Notti Bianche di Dostoevskij, su una sedia o su una panchina, o su uno sgabello portata da casa. C’è persino chi non rinuncia alla lettura, pur stando in piedi o si accontenta del più piccolo muretto tra i giardini a cui appoggiarsi. E’ La Tempesta silenziosa di Alessandro Baricco, un progetto che fa tappa ad Avellino, nella villa comunale, all’ombra degli alberi, seconda città ad accogliere l’evento dopo Roma. Le regole sono poche, alle 19.48, orario del tramonto, è una voce a leggere le prime pagine del libro, poi la voce si fonde con l’accompagnamento sonoro e ciascuno continua la lettura in silenzio, secondo i propri tempi. Un silenzio scandito solo da una musica di sottofondo, che trasmette serenità e riconcilia con il mondo. E il colpo d’occhio è bellissimo, poichè la condivisione passa per la lettura, un piccolo atto rivoluzionario che si trasforma in rito, che custodisce una sacralità antica, spalanca le menti e chiede a tutti di aggiungere un piccolo tassello alla costruzione della storia attraverso la propria immaginazione.
Lo sottolinea l’assessore alla cultura Luca Cipriano “È un’emozione unica, perché stasera la Villa restituisce un’immagine straordinaria di Avellino. Avevamo lanciato l’appello a mille appassionati lettori affinché ci raggiungessero per immergersi in questa lettura collettiva e individuale del testo scelto da Alessandro Baricco, un testo non semplice come Le notti bianche di Dostoevskij. La risposta del pubblico è stata entusiasta: siamo da sold out, con tutti i mille ospiti che ci aspettavamo. E’ un risultato davvero quasi commovente, frutto di un’idea geniale. Siamo felici e orgogliosi di essere la seconda città in Italia a ospitare un evento così particolare”.
E’ quindi Titti Marrone a porre l’accento sul valore di cui si carica un evento come questo “Il senso della Tempesta Silenziosa di Baricco è proprio la lettura condivisa: in un’epoca in cui le parole ci consegnano il vaneggiamento di un universo che si attesta su posizioni di violenza, aggressività e prevaricazione, è bellissimo poter restituire la parola alla letteratura, nella sua essenzialità e nella forma più diretta possibile. Ed è meravigliosa l’idea di farne un atto condiviso, quasi come un rito o un mito religioso: farlo insieme, raccogliendosi ciascuno in se stesso e in silenzio. Io leggerò soltanto poche pagine, poi ciascuno continuerà da sé, trovando ciò che desidera nelle pagine di Dostoevskij”. E spiega che “Non poteva che essere un classico a creare questa magia. Nessun autore, direi, è più appropriato di Dostoesvkij, che ci ha messi a confronto con i nostri demoni interiori — quelli che purtroppo a volte escono fuori da noi e si trasformano in atti di violenza. Non immaginavo ci fosse una risposta così bella da parte della comunità. Sono entusiasta e piacevolmente sorpresa dell’omaggio e dell’affetto che Avellino tributa a un’iniziativa di questo tipo”.
E così non resta che immergersi nella storia di un giovane uomo, un sognatore solitario, che vaga per le strade di una San Pietroburgo quasi irreale, immersa nella luce perlacea delle “notti bianche”. Fino all’incontro con Nàsten’ka, una ragazza in lacrime sulla riva della Neva, in attesa del suo amore perduto. Per quattro notti, i due si parlano, si confidano, stringono un legame intimo e delicato. A prendere forma una riflessione su solitudine, incontro con l’altro e conflitto tra sogno e realtà, mondo interiore e realtà esterna ma anche un’occasione per guardarsi dentro, quello che è il miracolo della letteratura.









