Una scia di intimidazioni che attraversa l’Italia da nord a sud, da Bolzano a Porto Palo di Capo Passero. È la fotografia allarmante emersa a Napoli durante la presentazione del rapporto annuale “Amministratori sotto tiro”, curato dall’associazione Avviso Pubblico. I sindaci e i rappresentanti locali si sono schierati compatti, con le fasce tricolori, dietro lo striscione dell’associazione per dire basta alle violenze.
I numeri del fenomeno sono drammatici: nel corso del 2025, in Italia sono stati registrati 309 casi di minacce, il che equivale a un episodio ogni 28 ore ai danni di sindaci, assessori, consiglieri comunali, regionali e dipendenti della Pubblica Amministrazione.
Il report evidenzia una forte incidenza nel Mezzogiorno, sebbene il fenomeno non risparmi le regioni settentrionali.
1° (Maglia Nera) Puglia 51 casi
2° Campania 37 casi
3° Sicilia 35 casi
4° Calabria 32 casi
Prima del Centro-Nord Lombardia 30 casi
Al Centro-Nord, subito dopo la Lombardia, le regioni più colpite risultano essere il Veneto e il Lazio.
Tipologie di minaccia: l’Italia divisa in due
Il rapporto di Avviso Pubblico evidenzia anche una netta differenza geografica nelle modalità con cui vengono perpetrate le intimidazioni:
Nel Mezzogiorno: La forma di violenza più diffusa e preoccupante rimane l’incendio di auto, beni o strutture pubbliche.
Al Centro-Nord: Prevalgono invece le lettere minatorie, i messaggi di insulti e le minacce veicolate tramite i social network.
Oltre alle dinamiche legate alla criminalità organizzata, il report fa luce su un altro dato significativo: un caso su quattro nasce dal malcontento e dalla frustrazione di singoli cittadini che reagiscono con violenza e aggressioni fisiche o verbali a decisioni e provvedimenti amministrativi non graditi.
Il bilancio storico (2010-2026)
L’allarme lanciato da Avviso Pubblico non riguarda un’emergenza passeggera, ma un problema strutturale del Paese. Guardando al lungo periodo, i dati complessivi raccolti dal 2010 al 2026 mostrano uno scenario inquietante:
6.025 episodi totali di violenza (tra cui pestaggi, incendi e minacce).
1.736 Comuni italiani che hanno visto la propria vita democratica e amministrativa segnata da questi atti intimidatori.


