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Altavilla, piazza di spaccio gestita dal carcere: gli indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere

Si sono avvalsi della facoltà di non rispondere  i cinque indagati  raggiunti da misura cautelare nell’ambito dell’operazione antidroga condotta dalla Squadra Mobile di Avellino e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Gli interrogatori di garanzia, fissati per oggi , si sono svolti in modalità telematica direttamente dai penitenziari in cui sono detenuti, su disposizione del GIP del Tribunale di Napoli,Rosaria Maria Aufieri, alla presenza del Pm della Direzione distrettuale antimafia,  Henry John Woodcock, titolare del fascicolo.

Difesi dagli avvocati Gaetano Aufiero, Rita Tirri, Roberto Romano e Loredana De Risi,  Americo Marrone, già raggiunto da misura cautelare,  sua moglie, suo nipote  Valentino d’Angelo ed altre due persone hanno scelto il silenzio  in attesa di valutare l’ingente mole di documentazione raccolta dalla Procura.La difesa si riserva di presentare istanza di riesame dell’ordinanza cautelare.  L’operazione, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Avellino, si inserisce nell’ambito di un’indagine avviata nel marzo 2022, che ha portato allo smantellamento  di una rete di spaccio attiva tra Altavilla Irpina, Avellino e Benevento.

L’inchiesta, coordinata dai sostituti procuratori Henry John Woodcock e Luigi Iglio  ha consentito di far luce su un sodalizio criminale ben strutturato, con base operativa ad Altavilla Irpina, dedito alla distribuzione di cocaina, hashish e marijuana.Secondo gli inquirenti, il gruppo criminale operava principalmente ad Altavilla Irpina e sarebbe stato capeggiato da  Marrone, figura centrale nel traffico di droga, già arrestato e posto ai domiciliari da pochi mesi

Nonostante la sua detenzione, Marrone avrebbe continuato a gestire le operazioni di compravendita di droga, mantenendo contatti con acquirenti all’ingrosso e impartendo direttive ai propri complici. I collegamenti con l’esterno sarebbero stati realizzati tramite l’utilizzo di telefoni cellulari e sim-card che la moglie, gli avrebbe consegnato durante i colloqui in carcere.

Il gruppo sgominato dalla Squadra Mobile di Avellino riforniva anche il Vallo di Lauro e la Valle Caudina, oltre che al serinese, dove tra l’altro c’era uno dei personaggi di rilievo dell’organizzazione che avrebbe guidato anche dal carcere Marrone. E’ quanto ricostruito dagli agenti della Squadra Mobile di Avellino, che nel corso delle indagini oltre alle intercettazioni hanno anche eseguito servizi di osservazione e sequestri. I risultati di un’indagine, che ha portato al sequestro di circa due chili di cocaina e all’arresto in flagranza di sei persone, e’ riproposto nelle contestazioni di una serie di reati “fine” all’associazione a delinquere contenute nella misura cautelare e al sequestro di 235 mila euro.

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Michela Della Rocca

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