Due anni e otto mesi. Questa la richiesta di condanna avanzata dalla Procura della Repubblica di Avellino nei confronti di Sabato Ferrante, accusato del raid contro l’abitazione di Americo Marrone. La richiesta avanzata al termine dell’istruttoria dibattimentale davanti al giudice monocratico Gilda Zarrella. La difesa, gli avvocati Gerardo Santamaria e Valeria Verrusio hanno invece messo in evidenza come non sia mai stata provata la presenza dello stesso Ferrante sul luogo del raid. Nel pomeriggio attesa la decisione del giudice monocratico del Tribunale di Avellino.
Il ventottenne a processo per detenzione e porto illegale di arma da sparo, sparo in luogo pubblico, danneggiamento con violenza sulle cose aggravato dal fatto che siano esposte per consuetudine alla pubblica fede, difeso dagli avvocati Gerardo Santamaria e Valeria Verrusio e accusato di aver esploso due colpi di pistola contro il muro e la canalina dell’abitazione del narcos di Altavilla Irpina Americo Marrone, all’ epoca dei fatti detenuto. I fatti erano avvenuti l’otto luglio del 2023, mentre Marrone era detenuto e all’interno della sua abitazione c’erano solo la moglie e i figli. Un uomo a volto travisato da un casco aveva esploso i due colpi di arma da fuoco. Per i Carabinieri sarebbe proprio Ferrante, anche alla luce dei filmati della videosorveglianza attiva nel comune dell’Alta Valle del Sabato. Nessun accusa invece dalle vittime. Sia Americo Marrone che la moglie Tiziana Porchi, collegati in videoconferenza in una delle ultime udienze del processo, hanno infatti smentito di aver riconosciuto l’autore del raid. Per l’ allora comandante della stazione dei Carabinieri invece le telecamere inquadrano scooter e persona alla guida corrispondenti a Ferrante e non hanno dubbi sulla sua identificazione.


