In due anni, l’Alto Calore Servizi si trova a fare i conti con più di un utente su cinque che non paga le bollette dell’acqua. L’evasione sulle fatture emesse ha infatti superato il 20%, per un totale che sfiora i 13 milioni di euro. Il neo amministratore unico dell’ente Alfonsina De Felice ha fornito un quadro dettagliato: tra gennaio 2024 e novembre 2025, il mancato incasso per le utenze commerciali ammonta a 3,869 milioni di euro, di cui 572mila euro solo nella città di Avellino. Numeri che confermano la gravità della situazione e la necessità di un intervento deciso per tutelare la stabilità economica dell’Alto Calore e garantire la continuità del servizio idrico in tutto il distretto irpino-sannita.
Un livello mai toccato prima, se si escludono gli anni più critici della pandemia, e che supera nettamente la media storica – compresa tra il 14% e il 18% – registrata dalla società di corso Europa.
La presidente Felice ha lanciato un appello agli utenti affinché si mettano in regola con i pagamenti, sottolineando come la puntualità nei versamenti rappresenti una condizione indispensabile per la tenuta del servizio idrico e per il rispetto degli impegni assunti con i creditori.
A contenere finora gli effetti negativi del calo di riscossione è stato il piano di razionalizzazione della spesa attuato dal management. Grazie all’azione del direttore generale Andrea Palomba, l’azienda ha avviato un processo di efficientamento delle aree operative e dei servizi, mentre i fondi regionali hanno garantito la copertura di interventi sulle reti e di lavori di manutenzione, scongiurando situazioni di emergenza finanziaria.Ma con l’avvicinarsi del 12 dicembre, data fissata per il pagamento della prima tranche dei debiti prevista dal piano concordatario approvato dal Tribunale di Avellino, il tempo stringe. Il recupero dei crediti diventa dunque una priorità.

